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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Stragi del 1992, il nodo che resta: Pignatone e Natoli ancora indagati

Il gip di Caltanissetta chiude l’inchiesta contro ignoti sul dossier mafia-appalti, ma rimane in corso il procedimento sui due ex magistrati.

Il capitolo giudiziario legato alle stragi di Capaci e via D’Amelio non è completamente chiuso. Se da una parte il gip di Caltanissetta ha disposto l’archiviazione del procedimento contro ignoti sul dossier mafia-appalti, dall’altra resta attiva l’indagine che coinvolge gli ex magistrati Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli.


L’indagine su Pignatone e Natoli non si ferma

La tranche ancora aperta riguarda l’ipotesi di favoreggiamento aggravato dall’agevolazione a Cosa nostra, anche se il reato contestato risulta ormai prescritto. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due avrebbero contribuito a mettere da parte il dossier, con possibili effetti favorevoli per imprenditori considerati vicini all’organizzazione mafiosa.

Gli accertamenti proseguono anche per verificare se Paolo Borsellino sia stato ucciso, almeno in parte, per il timore che potesse occuparsi delle infiltrazioni mafiose nel sistema dei grandi appalti pubblici. Questa ipotesi resta inserita nel quadro investigativo collegato al dossier, ma non coincide con il procedimento appena archiviato.


Archiviato il fascicolo contro ignoti

La decisione del giudice per le indagini preliminari riguarda infatti soltanto il filone aperto contro persone non identificate. La richiesta era stata presentata ad aprile dalla Procura di Caltanissetta, che aveva esaminato il possibile legame tra il contenuto del dossier e l’accelerazione degli attentati del 1992.

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Quelle stragi causarono la morte di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta a Capaci, oltre a quella di Paolo Borsellino e degli uomini incaricati di proteggerlo in via D’Amelio. Il provvedimento non chiude, quindi, ogni approfondimento sul rapporto tra mafia, appalti e attentati.


Il dossier elaborato dal Ros

Il documento fu preparato dal Ros dei carabinieri all’inizio degli anni Novanta. Al suo interno venivano ricostruiti i collegamenti tra imprese, commesse pubbliche e ambienti mafiosi, un intreccio diventato nel tempo uno degli elementi più discussi nelle indagini sulle stragi.

Un ulteriore punto da chiarire riguarda l’interesse che Borsellino avrebbe mostrato per quel materiale poco prima della sua uccisione, il 19 luglio 1992. Proprio questo possibile approfondimento investigativo continua a essere valutato dagli inquirenti insieme alle ipotesi che coinvolgono Pignatone e Natoli.

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