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Attualità 2 min di lettura6 ore fa

Strade Sicure, la destra si divide: chi detterà la linea sulla sicurezza

Il voto di giovedì 1° ottobre sulla presenza dell’Esercito nelle città non riguarda soltanto il numero dei soldati da impiegare.

La risoluzione della Lega è diventata il punto di incrocio tra due idee diverse di sicurezza e tra sensibilità contrapposte dentro la maggioranza.


La Lega alza la posta

In commissione Difesa della Camera si tornerà a esaminare la richiesta leghista di portare a 10.000 gli uomini impegnati nell’operazione Strade Sicure. Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, chiede da mesi l’arrivo immediato di oltre 3.000 militari aggiuntivi, anche nei 61 capoluoghi indicati come ancora privi di una presenza adeguata.

La scorsa settimana, però, il governo ha cercato di modificare l’impostazione del documento. Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario alla Difesa di Forza Italia, ha proposto di concentrare maggiormente la risposta sui Carabinieri. La Lega ha respinto l’ipotesi e Salvini ha ribadito pubblicamente la necessità di aumentare il contingente dell’Esercito.


Vannacci sposta il confronto

Il tema va oltre la singola risoluzione. Nel programma di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci attribuisce alle Forze armate un ruolo permanente nella sicurezza interna, prevedendo anche la possibilità di assegnare ai militari poteri specifici e qualifiche giuridiche.

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Questa impostazione amplia il perimetro tradizionale della Difesa, collegandolo in modo più diretto alla tutela dei confini, del territorio e dell’ordine pubblico. Il centrodestra rischia così di misurarsi proprio sul terreno scelto dal generale: più divise nelle strade e una distanza ridotta tra funzioni militari e sicurezza interna.


Crosetto indica un limite

Guido Crosetto, ministro della Difesa, sostiene invece la necessità di riportare gradualmente l’Esercito verso i compiti propriamente militari. La sua posizione costituisce, nei fatti, un argine alla trasformazione sostenuta da chi vorrebbe rendere strutturale l’impiego dei soldati nelle attività di sicurezza interna.

Il passaggio in commissione dirà se la maggioranza riuscirà a trovare una formula condivisa oppure se Strade Sicure finirà per rappresentare la competizione interna alla destra su una domanda più ampia: chi deve stabilire priorità e strumenti della politica sulla sicurezza.

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