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Attualità 3 min di lettura22 min fa

Milano Teatro City, 174 spettacoli ma poche risposte

Dal 15 al 18 ottobre 49 teatri proporranno eventi e incontri, ma alla presentazione sono rimasti irrisolti i dubbi su prezzi, produzioni e coinvolgimento del pubblico.

Il nuovo festival milanese del teatro arriva con numeri importanti, ma anche con interrogativi rimasti senza una risposta chiara. Dal 15 al 18 ottobre, Milano Teatro City riunirà 49 teatri, 174 spettacoli, incontri, laboratori, attività per il pubblico e 9 performance itineranti. Alla presentazione, però, l’attenzione si è concentrata più sulle celebrazioni istituzionali che sulle modalità concrete dell’iniziativa.

L’evento nasce vent’anni dopo la vecchia Festa del Teatro e avrebbe potuto puntare con maggiore decisione sull’accessibilità. Tra le ipotesi possibili c’erano biglietti a prezzo ridotto per pochi giorni, sul modello di altre campagne culturali nazionali, oppure un’estrazione di ingressi gratuiti destinata soprattutto agli abitanti delle 23 aree cittadine considerate fragili. Nessuna di queste soluzioni risulta al centro del programma presentato.


Prezzi e spettacoli restano da chiarire

Durante l’incontro organizzato a Palazzo Reale, tre domande hanno messo in evidenza le principali lacune del progetto. Non è stato chiarito quanti appuntamenti siano stati creati appositamente per Milano Teatro City, quali sconti saranno applicati dagli spazi aderenti e chi parteciperà alla tavola rotonda dedicata al sistema teatrale milanese.

Un primo elemento è emerso sul finanziamento comunale di 5.000 euro assegnato ai teatri dei Municipi dal 2 al 9. Alcuni lavori sarebbero stati realizzati proprio grazie a quelle risorse, anche se almeno una parte è poi confluita nella normale programmazione delle sale. Sul fronte dei costi, il Teatro Menotti ha indicato biglietti a 10 euro per un numero limitato di posti; la stessa cifra è stata annunciata per la replica del 17 ottobre del Coro degli amanti al Piccolo. Restano comunque numerose le proposte gratuite e quelle organizzate dalle realtà più piccole.


Il pubblico resta ai margini

La discussione sul futuro del teatro milanese dovrebbe coinvolgere anche chi frequenta le sale, ma il pubblico non sarebbe stato previsto tra le voci della tavola rotonda. Il confronto, secondo quanto emerso, sarà affidato soprattutto ai rappresentanti delle principali istituzioni teatrali, senza uno spazio specifico per gli spettatori.

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Tra i contributi annunciati figura quello dell’antropologo urbano Paolo Grassi, autore di ricerche sulle disuguaglianze e sulle trasformazioni sociali della città. La sua presenza avrebbe potuto portare nel dibattito la prospettiva delle zone più lontane dai consumi culturali, proprio quelle che un festival cittadino dovrebbe provare a raggiungere.


L’autocompiacimento delle istituzioni

La presentazione ha invece dato ampio spazio alla descrizione di Milano come capitale della varietà e della qualità teatrale. A sostenerlo è stato anche l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, da poco nominato nel Consiglio Superiore dello Spettacolo, mentre il rappresentante di AGIS ha sollecitato un intervento pubblico più consistente a favore del sistema teatrale locale.

Il richiamo al sostegno economico è stato accolto con perplessità, considerando le risorse già destinate direttamente o indirettamente a istituzioni come la Scala, il Piccolo, i tre Teatri di Rilevante Interesse Culturale e i festival cittadini. La critica riguarda anche la concentrazione dei ruoli: molte delle sale più importanti sono guidate da figure esperte che svolgono anche attività di regia o scrittura, con una presenza prevalentemente maschile e anagraficamente omogenea.

Per una parte degli appassionati, il confronto con la scena teatrale di altre città italiane ed europee rende meno convincenti i proclami sull’eccellenza milanese. È così cresciuta una sorta di pubblico itinerante, disposto a spostarsi in treno, automobile o camper per seguire gli spettacoli migliori fuori città. Milano Teatro City prova a riunire quell’offerta sotto un’unica sigla, ma la presentazione ha lasciato aperta la domanda su quanto il festival riesca davvero ad allargare la platea.

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