Starlink, l’accusa di Musk apre un caso: Kiev replica
Dopo i rallentamenti dei droni ucraini, il servizio satellitare è tornato operativo mentre si riaccende lo scontro sull’uso militare della rete di SpaceX.
La disputa su Starlink si è riaccesa proprio mentre il sistema satellitare tornava a funzionare a pieno regime per le forze ucraine. Elon Musk sostiene che la rete sia stata impiegata per attacchi offensivi con droni, ma Kiev respinge l’accusa e afferma che, per le limitazioni tecniche applicate e per l’assenza di copertura in Russia, un simile impiego non sarebbe possibile.
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Musk distingue Starlink da Starshield
In un messaggio pubblicato su X, Musk ha sostenuto che l’utilizzo di Starlink per operazioni finalizzate a uccidere persone non sarebbe mai stato autorizzato. Secondo il fondatore di SpaceX, la società avrebbe inoltre eliminato una possibilità tecnica che consentiva di aggirare le restrizioni, senza però chiarire quale modifica sia stata introdotta.
Il miliardario ha separato il servizio commerciale Starlink da Starshield, piattaforma sviluppata dalla stessa azienda ma sottoposta al controllo diretto del governo degli Stati Uniti. A suo giudizio, le decisioni sull’impiego militare di quest’ultima spettano a Washington. Musk ha comunque definito Starlink essenziale per la difesa ucraina, sostenendo che la rete sia l’unica, almeno per il momento, a non poter essere facilmente oscurata o distrutta. Una sua interruzione, ha aggiunto, provocherebbe il collasso immediato della linea del fronte, precisando che non si tratterebbe di una minaccia ma della descrizione di una conseguenza concreta.
Kiev contesta la ricostruzione
Le accuse sono state respinte da Serhiy Beskrestnov, esperto ucraino di radiotecnologie, telecomunicazioni e guerra elettronica, nonché consulente di Volodymyr Zelensky. In un messaggio su Telegram, ha affermato che Musk dovrebbe conoscere le limitazioni già applicate ai terminali presenti in Ucraina.
Beskrestnov ha spiegato che, dall’inverno del 2026, tutti i dispositivi Starlink attivi in Ucraina, comprese le aree occupate, sono soggetti a un limite di velocità compreso tra 70 e 90 chilometri orari. Inoltre, sul territorio russo il servizio non sarebbe operativo. «Non possiamo fisicamente usare il servizio commerciale Starlink per attacchi in profondità o a medio raggio», ha scritto l’esperto, escludendo così la possibilità di condurre le operazioni descritte da Musk.
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Dopo i disservizi torna la capacità operativa
Nel frattempo, Zelensky ha comunicato che i droni ucraini avevano ripreso a muoversi alla velocità abituale, dopo più di una settimana di rallentamenti e problemi di collegamento. I velivoli a medio raggio erano scesi sotto i 65 chilometri orari e numerosi apparecchi erano precipitati dopo aver perso il segnale, aumentando l’esposizione delle unità militari e delle infrastrutture civili agli attacchi russi.
Il ripristino è arrivato dopo una pressione politica esercitata a Washington. Un gruppo trasversale di senatori aveva minacciato di impedire alcune nomine dell’amministrazione Trump se non fossero state recuperate le capacità operative di Starshield in Ucraina. Successivamente SpaceX ha informato il Congresso di aver riallineato il servizio commerciale Starlink alle priorità indicate dal governo statunitense.
Nuove vittime nei bombardamenti
La polemica si inserisce in una fase in cui gli attacchi proseguono su entrambi i fronti. A Belgorod, secondo il centro operativo regionale, un’azione condotta con droni ha causato una vittima e dieci feriti.
Le autorità ucraine hanno invece riferito che un drone russo ha colpito un palazzo residenziale di cinque piani a Vinnytsia, nell’area centro-occidentale del Paese. Sei persone sono rimaste ferite e quattro appartamenti sono stati completamente distrutti.
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