Netanyahu evoca la bomba su Tel Aviv: il conto alla rovescia è di 2 anni
Il premier israeliano rilancia una tesi sulla minaccia nucleare iraniana, mentre Teheran amplia i possibili obiettivi e a Gaza si contano nuove vittime.
Il confronto tra Israele e Iran torna a intrecciarsi con la politica interna americana e con il rischio di un allargamento del conflitto. A Teheran, secondo fonti citate dal New York Times, diplomatici e dipendenti statunitensi all’estero potrebbero essere considerati bersagli in caso di guerra. Donald Trump, intanto, ha annunciato a breve l’operazione Operazione Epic Fury 2 contro Teheran.
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Teheran mette nel mirino gli americani
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ha fatto sapere all’agenzia IRNA che le pressioni militari non cambieranno la linea della Repubblica Islamica. Né la minaccia di un conflitto su vasta scala né eventuali operazioni mirate, ha sostenuto, saranno sufficienti a modificare i programmi strategici del Paese.
La posizione iraniana resta legata anche alla sfiducia verso Washington. Ghalibaf ha indicato che gli impegni degli Stati Uniti non saranno considerati credibili finché l’amministrazione americana non cambierà indirizzo.
Due funzionari iraniani, tra cui un rappresentante dei Guardiani della Rivoluzione, hanno inoltre riferito al New York Times che la possibile risposta di Teheran potrebbe coinvolgere il personale diplomatico americano presente fuori dagli Stati Uniti. Le fonti hanno definito l’ipotesi una “rappresaglia legittima” per le vittime iraniane, comprese quelle tra funzionari e loro familiari, ma rimangono interrogativi sulla capacità concreta di organizzare azioni internazionali di questa portata.
Netanyahu lega tutto alla minaccia nucleare
Il nuovo elemento di tensione arriva da un messaggio pubblicato da Benjamin Netanyahu su X. Il primo ministro israeliano ha condiviso un testo dello scrittore Yuval Blumberg accompagnandolo con l’immagine di un’esplosione atomica sopra Tel Aviv.
La tesi rilanciata sostiene che la questione nucleare iraniana abbia un peso superiore alle altre emergenze politiche e giudiziarie che coinvolgono il governo, compreso il caso Qatargate e il ruolo di collaboratori come Jonathan Urich. Secondo questa ricostruzione, Israele avrebbe soltanto il periodo restante del mandato di Donald Trump per neutralizzare il potenziale atomico di Teheran.
Il riferimento è ai prossimi due anni: un eventuale cambio alla Casa Bianca, con l’arrivo di figure come Kamala Harris o Zohran Mamdani, potrebbe infatti modificare l’atteggiamento strategico degli Stati Uniti verso l’Iran.
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L’opposizione accusa il premier
La pubblicazione ha provocato una reazione immediata in Israele. Yair Golan, alla guida del partito progressista I Democratici, ha chiesto di sottrarre Netanyahu alla gestione dei social network, accusandolo di alimentare una rappresentazione fondata sulla paura.
Per Golan, il premier e il suo entourage avrebbero perso il contatto con la realtà proprio mentre crescono le tensioni sociali e politiche. L’opposizione considera quindi il messaggio un ulteriore argomento a favore di un cambio ai vertici del Paese.
A Gaza nuove vittime e feriti
Sul terreno, intanto, continuano le operazioni israeliane nella Striscia di Gaza. A Deir el-Balah una bambina di otto anni è stata colpita da proiettili e ha perso la vita; un’altra persona è morta ad al-Mazraa in seguito a un attacco.
Raid condotti con droni hanno interessato anche una zona del campus dell’Università Islamica, nella parte occidentale di Gaza City. L’operazione ha provocato diversi feriti gravi.
Il Ministero dell’Istruzione locale ha infine riferito che tra il 18 e il 24 ottobre sono morti dieci studenti e un insegnante a causa dei bombardamenti.
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