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Stanley Johnson: Londra riavvicini l’Europa dopo il voto Usa

L’ex esponente conservatore chiede di ricucire i rapporti con l’Unione europea e di seguire gli effetti del voto americano.

La vittoria dei Democratici al Congresso statunitense offre, secondo Stanley Johnson, un’occasione favorevole al Regno Unito. Il politico britannico ha indicato le possibili conseguenze del voto di metà mandato sui rapporti tra Londra, Washington e Bruxelles.

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Il riavvicinamento all’Europa

Johnson ha chiesto al governo guidato da Andy Burnham di concentrarsi sul recupero dei legami con l’Unione europea. «La priorità assoluta per Downing Street non deve esaurirsi nello stabilire una nuova relazione con il Congresso, il Senato e il Presidente degli Stati Uniti, ma deve puntare concretamente a reintegrare la Gran Bretagna nel tessuto dell’Unione Europea», ha affermato.

Tra i primi passi indicati dall’ex parlamentare c’è il ritorno del Regno Unito nell’Agenzia europea dell’ambiente. A suo giudizio, Londra avrebbe potuto mantenere la partecipazione dopo la Brexit, mentre oggi l’assenza britannica dalla rappresentanza dei Paesi aderenti costituisce un segnale evidente del distacco maturato negli ultimi anni.


Le priorità per il governo britannico

L’ex funzionario internazionale ha invitato l’esecutivo di Burnham a non limitarsi a studiare i nuovi rapporti tra il Congresso e la Casa Bianca. «Situazione da sfruttare, ma non dimentichiamoci delle questioni interne», ha spiegato, sottolineando la necessità di coltivare anche i rapporti con i Paesi vicini.

Secondo Johnson, Londra può trarre vantaggio dalla convergenza tra l’apertura mostrata dall’Unione europea verso un eventuale rientro britannico e l’affinità politica tra i Democratici americani e il Partito laburista. Questo potrebbe offrire al governo britannico interlocutori più disponibili su alcune questioni internazionali.

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Il voto americano e il clima

Stanley Johnson, padre dell’ex primo ministro Boris Johnson, ha lavorato per la Banca Mondiale e la Commissione Europea ed è stato deputato al Parlamento Europeo negli anni Ottanta per il Partito Conservatore. Nel commentare il nuovo assetto politico americano, ha criticato l’atteggiamento tenuto da Donald Trump su diversi dossier, a partire dal cambiamento climatico.

Durante il primo mandato di Trump, gli Stati Uniti avevano avviato il ritiro dall’Accordo di Parigi. La procedura era diventata effettiva nel 2020, ma Joe Biden aveva riportato Washington nell’intesa nel febbraio del 2021, dopo il suo insediamento alla Casa Bianca.

Per Johnson, un eventuale riallineamento degli Stati Uniti alla cooperazione internazionale avrebbe effetti oltre il tema ambientale. Il nuovo orientamento potrebbe riguardare anche altre priorità condivise, comprese quelle che coinvolgono territori colpiti dalle conseguenze di un sostegno americano ritenuto insufficiente o poco chiaro.

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