Sperma e mRNA, il video mescola dati senza prove
La clip associa un dispositivo del 2016 a un articolo ritirato su Pfizer, senza dimostrare la presenza del vaccino.
Una clip rilanciata sui social collega presunte tracce di mRNA del vaccino Pfizer nello sperma a immagini che mostrano un dispositivo meccanico. L’associazione è fuorviante: i filmati e lo studio citato nella didascalia appartengono a vicende diverse.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Le immagini del dispositivo
Nel video compare un’intervista a David Nixon, noto negli ambienti contrari ai vaccini, accompagnata da sequenze presentate come prova di nanotecnologie o grafene nello sperma dei vaccinati. Le immagini, però, provengono da una ricerca pubblicata nel 2016.
Quel lavoro descriveva l’impiego di piccole strutture a forma di elica per sostenere gli spermatozoi con scarsa motilità e favorirne il movimento. Non riguardava i vaccini anti-Covid, il grafene né analisi condotte da Nixon.
Le accuse sull’mRNA
La didascalia sostiene che il materiale genetico associato al vaccino Pfizer sarebbe stato individuato nel sangue e nella placenta fino a 251 giorni dopo la somministrazione. Afferma inoltre che tracce sarebbero state trovate in cellule spermatiche vitali fino a 168 giorni e nei campioni del 50% delle donne incinte non vaccinate.
Queste conclusioni vengono attribuite a un articolo collegato all’Università di Bar-Ilan e ad alcuni centri medici israeliani. Gli autori dichiaravano di aver utilizzato la PCR nidificata e il sequenziamento di Sanger, presentandoli come strumenti capaci di confermare con precisione l’identità dell’mRNA. La semplice descrizione della tecnica, tuttavia, non dimostra da sola l’affidabilità dei risultati né l’assenza di contaminazioni.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il paper è stato rimosso
La pubblicazione era comparsa su Annals of Case Reports, rivista gestita da Gavin Publishers, ma in seguito è stata rimossa. Una copia della versione pubblicata risultava ancora consultabile nella memoria dei motori di ricerca.
Il lavoro sarebbe stato ricevuto il 7 ottobre 2025 e indicato come sottoposto a revisione paritaria il 13 ottobre, meno di una settimana più tardi. L’editore Gavin Publishers figura inoltre nella lista dell’editoria predatoria compilata da Beall’s List, elemento che rende necessario valutare con particolare cautela le conclusioni dell’articolo.
Le precedenti narrazioni sulla presenza di grafene o di altre nanotecnologie nei vaccini anti-Covid erano già state contestate per l’assenza di riscontri solidi. In questo caso, la condivisione unisce quelle affermazioni a immagini di un esperimento sulla motilità spermatica e a un paper ritirato, costruendo un collegamento che i materiali originali non dimostrano.
Continua a leggere
Vaccini, il video di Gates non parla di depopolamento
La clip del 2010 è stata estrapolata: il filantropo citava il rapporto tra mortalità infantile e nascite
Vaccini anti-Covid, il «turbo-cancro» resta senza prove
La presunta revisione di Angus Dalgleish non risulta nei database e il termine non appartiene alla medicina
Giza, maxi schermo piratato trasmette un video porno
Gli automobilisti hanno assistito alla proiezione imprevista lungo una delle arterie principali della città egiziana
Polonia, proteste alla Corte costituzionale: Nawrocki rientra dall’Africa
Tre arresti durante la manifestazione dei sostenitori PiS, dopo la sospensione di Bogdan Swieczkowski