Spazio, una foto privata mostra lo spazioplano cinese
L’immagine del 2024 è nel rapporto della Dia: il velivolo è legato al programma Shenlong
Un satellite commerciale statunitense ha fotografato in orbita uno spazioplano sperimentale cinese. L’immagine è stata resa pubblica dalla Dia, l’agenzia d’intelligence della Difesa americana.
La fotografia mostra come la competizione orbitale coinvolga ormai anche aziende private, capaci di fornire immagini e dati su programmi governativi riservati. Pechino amplia le proprie strutture spaziali, mentre Washington utilizza anche sensori commerciali per seguire attività difficili da osservare con i soli strumenti militari.
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Più satelliti e nuovi rischi
Secondo il rapporto della Dia, la rivalità nello spazio è destinata ad aumentare nel prossimo decennio. Il numero dei satelliti crescerà, così come quello dei Paesi e degli altri soggetti in grado di interferire con le infrastrutture orbitali.
Nel documento trovano posto anche Iran e Corea del Nord. La previsione americana riguarda un ambiente orbitale più affollato e vulnerabile, con possibili conseguenze per comunicazioni, navigazione, meteorologia, attività economiche e apparati militari.
La guerra in Ucraina ha già evidenziato il peso operativo dei servizi spaziali. Comunicazioni satellitari e sistemi di navigazione hanno sostenuto le forze ucraine, mentre la Russia ha impiegato disturbi elettronici e attacchi informatici contro strumenti utilizzati da Kiev.
Nei primi giorni dell’invasione, un attacco informatico colpì il servizio di comunicazione satellitare di Viasat. La presenza di operatori commerciali ha reso più resistenti alcune reti ucraine, ma ha trasformato le infrastrutture private in elementi coinvolti direttamente nel confronto militare.
Il programma spaziale cinese
La fotografia, acquisita nel 2024 dal satellite WorldView-3 di Maxar Technologies, oggi Vantor, è stata inserita nel rapporto “Challenges to Security in Space 2026”. Il documento è stato pubblicato dalla Dia e presenta l’immagine più definita del velivolo cinese finora diffusa.
Nello scatto si distinguono le ali, il portellone del comparto di carico e una sezione posteriore con pannelli solari. Una ripresa precedente, di qualità inferiore, era comparsa nel 2024 all’interno di una presentazione militare statunitense.
L’agenzia americana non assegna un nome ufficiale al mezzo, ma lo collega al programma noto come Shenlong. La forma ricorda quella dell’X-37B, il veicolo senza equipaggio impiegato dalla Forza spaziale americana per attività sperimentali; la somiglianza esterna, tuttavia, non consente di attribuire ai due sistemi le stesse funzioni.
Un satellite osserva un altro veicolo
WorldView-3 è stato usato per riprendere un oggetto nello spazio e non una zona della superficie terrestre. Questa tecnica consente ai satelliti civili di osservare altri mezzi in orbita e di ottenere informazioni su caratteristiche e missioni che i proprietari mantengono riservate.
La Cina ha completato quattro missioni orbitali dello spazioplano dal settembre 2020. La seconda, decollata nell’agosto 2022, è rimasta nello spazio per 276 giorni; la terza, avviata nel dicembre 2023, è durata circa nove mesi.
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La quarta missione è partita il 7 febbraio 2026. Stando alle ricostruzioni disponibili, durante le spedizioni precedenti il mezzo avrebbe compiuto avvicinamenti e interagito con altri oggetti spaziali, ma restano sconosciuti sia diversi dettagli delle operazioni sia la natura del carico trasportato.
Veicoli riutilizzabili e impieghi militari
Uno spazioplano può essere portato in orbita da un razzo, ospitare apparecchiature da collaudare e tornare poi sulla Terra. Il recupero permette di riutilizzare il mezzo, caratteristica che lo distingue dai satelliti tradizionali e lo rende adatto a numerose prove tecnologiche.
La Dia rileva che la maggiore capacità di manovra può rendere questi veicoli più funzionali dei satelliti convenzionali per alcune missioni. Secondo il rapporto, gli Stati Uniti sono ancora l’unico Paese con un programma operativo di mezzi di lancio riutilizzabili, mentre la Cina punta a diventare il secondo.
La crescita cinese riguarda anche la raccolta di informazioni. A luglio 2026 Pechino disponeva di oltre 510 satelliti destinati a intelligence, sorveglianza e ricognizione, in grado di acquisire immagini ottiche e radar, intercettare segnali e seguire forze militari avversarie.
Questi dati possono sostenere operazioni condotte a grande distanza, soprattutto nell’area dell’Indo-Pacifico. Parallelamente, Pechino sviluppa strumenti per limitare le capacità spaziali degli avversari.
Le armi nello spazio
Il rapporto prende in esame missili antisatellite, laser capaci di disturbare o danneggiare sensori ottici e tecnologie che potrebbero permettere a un veicolo di avvicinarsi ad altri satelliti.
Alcune di queste soluzioni possono avere anche applicazioni civili, dalla manutenzione orbitale alla rimozione dei detriti. La doppia possibilità d’impiego rende quindi difficile stabilire, caso per caso, se un’attività appartenga alla ricerca tecnica oppure prepari un uso militare.
La Dia dedica attenzione anche alla Russia, che secondo l’intelligence statunitense starebbe sviluppando un satellite destinato a trasportare un’arma nucleare. Un’esplosione atomica in orbita potrebbe danneggiare o distruggere migliaia di satelliti, mettendo a rischio servizi di comunicazione, navigazione, meteorologia e sicurezza nazionale.
Mosca, aggiunge il documento, avrebbe cercato assistenza da soggetti cinesi per compensare le difficoltà nell’ottenere tecnologie spaziali occidentali dopo l’introduzione delle sanzioni.
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