59notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 4 min di lettura54 min fa

SpaceX e xAI insieme: satelliti e difesa orbitale

La fusione vale 1,25 trilioni di dollari e punta a collegare satelliti, intelligenza artificiale e difesa orbitale

Elon Musk ha annunciato la fusione tra SpaceX e xAI, spostando il baricentro del progetto spaziale dalla colonizzazione di Marte alla Luna e alle orbite terrestri. L’operazione riunisce sotto la stessa proprietà anche Starlink, Starshield e la piattaforma X.

La società risultante avrebbe una valutazione complessiva di circa 1,25 trilioni di dollari. xAI, invece, partirebbe da un valore stimato di 300 miliardi. Il progetto industriale prevede inoltre la realizzazione di centri dati nello Spazio, alimentati dall’energia solare e destinati a sostenere sistemi di intelligenza artificiale con capacità di calcolo superiori a quelle ottenibili sulla Terra.

Offerta del giorno29 ottobre

Lancome

-20% sui pacchetti da Lancôme

Scade tra 63 giorni
*******


I contratti per la difesa orbitale

La nuova direzione interessa direttamente il settore militare statunitense. Nei giorni successivi al deposito del prospetto per la quotazione, SpaceX ha ottenuto dalla Forza spaziale degli Stati Uniti due commesse dal valore complessivo di 6,45 miliardi di dollari.

Gli appalti rientrano nel programma Golden Dome e prevedono il lancio di migliaia di satelliti in orbita terrestre bassa. Una parte della rete servirà alle comunicazioni, mentre il sistema denominato Sbamti dovrà individuare e seguire minacce aeree in movimento, tra cui aerei da combattimento, droni e missili da crociera.

Il progetto dei centri dati orbitali è collegato alla stessa architettura. Spostare oltre l’atmosfera infrastrutture che consumano grandi quantità di acqua per il raffreddamento e di energia per funzionare viene presentato come un vantaggio per il pianeta. Sul piano militare, però, quei sistemi potrebbero diventare componenti della rete destinata alla sorveglianza e alla risposta contro i missili.


Dalla Luna ai sistemi autonomi

L’obiettivo è ridurre il tempo necessario tra l’individuazione di una minaccia e la reazione. Il modello tradizionale separa rilevamento, comunicazione e risposta, affidando una parte delle decisioni ai centri di comando sulla Terra. L’architettura proposta da SpaceX punta invece a concentrare nello Spazio sensori, collegamenti e capacità di elaborazione, trasformando la sequenza in rilevamento, reazione e risposta.

Secondo questa impostazione, l’elaborazione orbitale potrebbe accorciare i tempi operativi da alcuni minuti a pochi secondi. I centri dati nello Spazio non sarebbero quindi soltanto una futura attività commerciale legata all’intelligenza artificiale, ma anche una possibile infrastruttura per il sistema di difesa missilistica statunitense.

La priorità ufficiale è stata nel frattempo spostata verso la Luna e le regioni orbitali tra il satellite e la Terra. Marte rimane nella comunicazione pubblica come obiettivo di lungo periodo, ma non costituisce più il fulcro immediato del programma industriale.


I dubbi sulla Starship

La realizzazione di questa rete dipende anche dalla Starship, il vettore progettato da SpaceX per trasportare grandi carichi nello Spazio. Il dodicesimo volo di prova, effettuato dopo la pubblicazione del prospetto informativo, fu definito dall’azienda una missione quasi perfetta. Durante il test, tuttavia, si verificarono problemi ai motori sia nel primo sia nel secondo stadio.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Il primo stadio Super Heavy finì nel Golfo del Messico a velocità elevata, mentre la navetta raggiunse con difficoltà l’area prevista per il rientro nell’Oceano Indiano. L’Autorità federale dell’aviazione stabilì quindi che l’esito complessivo non poteva essere considerato pienamente positivo e dispose un’analisi approfondita delle cause.

L’inchiesta si concluse dopo circa due mesi. A luglio SpaceX poté effettuare il tredicesimo test, che superò i problemi emersi nel volo precedente e consentì alla società di presentare missioni più ambiziose agli investitori.


Il prospetto e le stime economiche

Il prospetto S-149, depositato il 20 maggio 2026 presso la Commissione per i titoli e gli scambi degli Stati Uniti, lega l’operazione a una visione che va oltre il semplice trasporto spaziale. Il documento parla dell’apertura di mercati lunari, marziani e oltre la Terra, con un valore potenziale di migliaia di miliardi di dollari, e richiama la necessità di garantire la continuità della civiltà umana.

L’introduzione è stata firmata dallo stesso Musk. Nel testo, l’imprenditore scrive: «Si tratta di credere nel futuro e di pensare che sarà migliore del passato. Non riesco a immaginare nulla di più esaltante che partire alla conquista dello Spazio e trovarci tra le stelle».

In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, Musk ha poi aggiunto: «Voglio permettere a ciascuno di avere la propria Luna o il proprio Marte, perché è ciò che garantisce il futuro della coscienza».

Dietro la narrazione planetaria, il piano economico si concentra su tre aree collegate: connettività, intelligenza artificiale e centri dati. Starlink dovrebbe fornire servizi di comunicazione dagli aerei agli smartphone, mentre i contratti pubblici garantirebbero una base finanziaria immediata per l’espansione dell’infrastruttura orbitale.

Le stime contenute nel documento indicano un mercato complessivo da 28.500 miliardi di dollari. Di questi, 1.600 miliardi deriverebbero da Starlink, che oggi genera ricavi per 4,4 miliardi, mentre 26.500 miliardi sarebbero associati ai servizi di intelligenza artificiale forniti dallo Spazio.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere