Sostenibilità, gli italiani chiedono prove: il verdetto su clima e imprese
Passare dagli slogan ai numeri: è questa la richiesta emersa dal confronto sul valore concreto della sostenibilità, al quale hanno preso parte Isabella Roth di Novo Italia, Alessandro Floria di Arval Italia, Andrea Boldrin di Decathlon,…
Passare dagli slogan ai numeri: è questa la richiesta emersa dal confronto sul valore concreto della sostenibilità, al quale hanno preso parte Isabella Roth di Novo Italia, Alessandro Floria di Arval Italia, Andrea Boldrin di Decathlon, Giuseppe Sirianni di Fater, Alessia Bonifazi di Lidl Italia, Fabiana Marchini di Sanpellegrino e Lavinia Lenti di Sace.
Il dibattito ha coinvolto anche Matteo Cimenti di Federchimica-Assogasliquidi, Marco Casini di Aubac, Carmine Pagnozzi di Biorepack, Silvia Campanella di Subito e Carlo Nicolais di Maire e Green Innovation Its Academy. Al centro del primo confronto c’erano decarbonizzazione, economia circolare e rapporto con i territori.
Douglas
Fino al -25% su Douglas via app
Le imprese devono dimostrare ciò che raccontano
La sostenibilità influenza le scelte di acquisto per il 54% degli intervistati, che si dichiarano più inclini a scegliere i prodotti di un’azienda percepita come sostenibile. Per il restante 46%, invece, questo aspetto non modifica le decisioni di consumo.
La fiducia, però, non nasce dalla notorietà del marchio. Il 66% degli utenti la collega alla disponibilità di dati controllabili, mentre il 30% guarda alla coerenza delle condotte aziendali; soltanto il 4% considera sufficiente una reputazione positiva.
Green Deal e auto elettrica dividono
Il campione esprime una valutazione severa sulle politiche europee. Il 50% vorrebbe cancellare il Green Deal, il 29% preferirebbe correggerlo e appena il 21% lo considera una priorità. Anche la transizione ecologica viene giudicata soprattutto per i suoi effetti economici: per metà dei partecipanti penalizza l’economia, mentre il 39% la ritiene una risposta alla crisi climatica e l’11% un possibile sostegno alla competitività.
Sul fronte dell’auto elettrica, il principale ostacolo resta pratico ed economico. Il 62% non prenderebbe in considerazione l’acquisto: il 31% indica il prezzo elevato e un’altra quota identica segnala le difficoltà legate alla ricarica. Solo il 9% la ritiene conveniente, mentre il 29% cambierebbe orientamento davanti a condizioni di prezzo differenti.
Governo tra industria ed energia
Nel confronto è intervenuto Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, che ha illustrato alcune priorità dell’esecutivo. Sulla misura Transizione 5.0 ha riferito di avere chiesto a Giorgetti una stabilizzazione oltre l’orizzonte immediato, con risorse programmate anche per il 2029 e per gli anni seguenti, includendo software e servizi cloud.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Urso ha inoltre spiegato che il governo lavora a una possibile estensione volontaria del price cap sui carburanti per il periodo necessario. In ambito europeo ha segnalato un cambiamento nelle posizioni di Francia e Germania, più attente, a suo giudizio, alla possibilità di mantenere il motore endotermico.
Le proposte per cambiare rotta
Enrico Giovannini, direttore scientifico di ASviS-Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, ha richiamato l’attenzione sul peggioramento registrato dall’Italia dal 2010 in materia di povertà, disuguaglianze, ecosistemi, partenariati e governance. «È una tendenza di lungo periodo, non di breve», ha affermato, indicando la necessità di intervenire sul Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.
Tra le proposte avanzate figura un comitato interministeriale guidato dal presidente del Consiglio, insieme alla creazione di un fondo specifico da inserire nella legge di bilancio. Luca Squeri, responsabile dell’energia di Forza Italia, ha invece chiesto di rivedere l’impostazione del sistema Ets, sostenendo che gli attuali costi del gas rendano non più adeguata la sua configurazione.
Dal Movimento 5 Stelle, Emma Pavanelli ha invitato a concentrarsi sulle misure concrete più che sulla terminologia. Ha ricordato il ruolo di Transizione 4.0 per le piccole imprese e ha accusato il governo di avere ridotto di oltre 1 miliardo di euro le risorse destinate alle comunità energetiche, oltre a eliminare il capitolo sull’idrogeno verde.
L’incontro, giunto alla quarta edizione e ospitato a Palazzo dell’Informazione in Piazza Mastai a Roma, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del governo, del Parlamento, del mondo produttivo e della ricerca. Il confronto è stato accompagnato da una rilevazione condotta su circa 2.600 utenti dei canali digitali di Adnkronos: un campione non statistico, ma indicativo di un pubblico critico verso le politiche ambientali e molto più esigente sulle prove rispetto alle promesse.
Continua a leggere
Il mondo dopo gli Usa: la sfida cinese non sarà una nuova Guerra fredda
Secondo Emidio Diodato, Washington non guida più da sola l’ordine globale, mentre Pechino tenta di imporre nuove regole e l’Europa cerca un ruolo autonomo.
Riad sotto pressione: saltano partite, sfilate e il vertice Ue
La raffica di attacchi attribuiti agli Houthi costringe il Regno a riprogrammare appuntamenti politici, sportivi e commerciali, mettendo in difficoltà la strategia di Mohammed bin Salman.
Koç, il colosso turco che misura il successo oltre i profitti
Cento anni di crescita hanno trasformato una piccola attività di Ankara in un gruppo globale, con un ruolo centrale anche nella vita sociale del Paese.
Ucraina, l’asse con Washington vacilla: le carte rimaste a Zelensky
Ruslan Bortnik avverte: l’Europa può sostenere Kiev ma non rimpiazzare in tempi brevi le capacità militari e tecnologiche degli Stati Uniti.