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Attualità 4 min di lettura15 ott

Riad sotto pressione: saltano partite, sfilate e il vertice Ue

La raffica di attacchi attribuiti agli Houthi costringe il Regno a riprogrammare appuntamenti politici, sportivi e commerciali, mettendo in difficoltà la strategia di Mohammed bin Salman.

La vulnerabilità delle difese saudite sta diventando il problema più imbarazzante per Mohammed bin Salman. Dopo anni di investimenti in armamenti e sistemi tecnologici, gli Houthi sono riusciti a colpire più volte obiettivi strategici del Regno, alimentando dubbi sulla sua sicurezza come destinazione per capitali, visitatori e grandi manifestazioni. L’esperta Burcu Ozcelik ha definito la situazione «umiliante» per il principe ereditario.

Il danno non riguarda soltanto la reputazione militare. Secondo l’analisi dell’Ispi, la pressione degli attacchi rischia di compromettere i progetti economici di Riad e la capacità di attirare investitori e turisti stranieri, proprio mentre Vision 2030 punta a trasformare l’Arabia Saudita in un centro commerciale e finanziario oltre la dipendenza dal petrolio.

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Un’offensiva che colpisce il cuore del Regno

Riad attribuisce all’Iran una responsabilità diretta nell’escalation. Il viceministro degli Esteri Rayed Krimly sostiene che Teheran continui a fornire armi, addestramento e sostegno alla milizia yemenita, in contrasto con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Secondo il funzionario, all’inizio della nuova fase di tensione i sauditi avrebbero proposto un incontro a Muscat, in Oman, senza ottenere una risposta positiva.

Nel frattempo, gli Houthi hanno riattivato le operazioni in mare e nello spazio aereo, mentre il conflitto tra Stati Uniti e Iran resta sospeso in una fase di guerriglia nello Stretto di Hormuz. A settembre la milizia ha sottratto al governo di Sana’a il porto di Mocha, assumendo il controllo del lato yemenita del passaggio di Bab el-Mandeb. La conquista pesa sulle rotte commerciali ed energetiche internazionali e sulle esportazioni petrolifere saudite, dopo anni di guerra conclusi con la fragile tregua del 2022.

A ottobre gli obiettivi si sono estesi agli aeroporti e alle infrastrutture energetiche. Il 10 ottobre un attacco contro l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad ha provocato 13 morti e più di 300 feriti, paralizzando il traffico aereo. Un portavoce saudita ha poi riferito che lo scalo sarebbe stato colpito 20 volte nello stesso mese, con un bilancio complessivo di 17 vittime e 333 feriti.


Lo sport perde il suo palcoscenico

Le conseguenze si sono riversate anche sul calendario degli eventi con cui il Regno cerca da tempo di accreditarsi come protagonista internazionale. La Riad Fashion Week, prevista fino a martedì 20 ottobre, è stata cancellata e gli organizzatori hanno rinviato il ritorno della manifestazione al 2027. Anche il torneo di videogiochi Fifa eFinals 2026, atteso a Jedda, non si svolgerà: alcuni Paesi avevano già ritirato le proprie squadre per ragioni di sicurezza.

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Il Six Kings Slam, appuntamento tennistico che avrebbe dovuto riunire diversi campioni, è stato spostato alla fine di dicembre. La Saudi Pro League ha invece riprogrammato tre incontri, coinvolgendo anche Simone Inzaghi e Cristiano Ronaldo. La sfida tra Al Hilal e Al Riyadh è stata fissata al 19 dicembre, nella stessa data scelta per Al Ittihad-Al Shabab, mentre Al Nassr-Al Ahli è slittata addirittura al 6 marzo 2027.

La motivazione ufficiale parla di generiche esigenze logistiche, ma gli episodi recenti hanno rafforzato l’allarme. Lunedì Al Nassr è entrato in campo contro Neftchi Fergana, squadra uzbeka, con un’ora di ritardo dopo il lancio di un missile Houthi verso la capitale. Anche la Coppa d’Asia, programmata in Arabia Saudita per gennaio 2027, non è considerata intoccabile: Salman bin Ebrahim Al Khalifa, presidente della Confederazione calcistica asiatica, ha ammesso che il torneo potrebbe essere rinviato al 2028 «se ce ne sarà bisogno».


Anche Bruxelles resta senza appuntamento

La crisi ha finito per coinvolgere direttamente i rapporti tra l’Arabia Saudita e l’Unione europea. Il vertice tra l’Ue e il Consiglio di Cooperazione del Golfo, previsto a Riad il 24 ottobre, è stato rinviato a tempo indeterminato. Bruxelles ha comunicato che verrà individuata una nuova data, senza però indicare una scadenza precisa.

Secondo fonti diplomatiche, la decisione sarebbe partita dalle autorità saudite, che avrebbero informato con urgenza la delegazione europea nella capitale. La formula utilizzata per spiegare lo slittamento richiama la «situazione nella regione», ma la sequenza di attacchi lascia intravedere un quadro molto più concreto: il Regno non riesce più a garantire con certezza lo svolgimento degli appuntamenti internazionali.

Il rinvio del vertice si aggiunge così a una lunga serie di cancellazioni e spostamenti. Per Mohammed bin Salman, il problema non è soltanto organizzativo: ogni evento saltato rende più difficile presentare l’Arabia Saudita come un Paese stabile, protetto e pronto a ospitare investimenti e pubblico straniero.

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