Danimarca, una password banale apre il registro: esposti 8,8 milioni di dati
Un intruso ha sfruttato credenziali deboli legate a Pays ApS per interrogare il registro anagrafico danese 14 milioni di volte in dieci giorni.
Una password elementare è bastata per entrare nel sistema collegato all’anagrafe nazionale danese. Un pirata informatico ha così avuto accesso alle informazioni relative a 8,8 milioni di persone, utilizzando le autorizzazioni di Pays ApS, società informatica di Odense abilitata a consultare il registro per conto dei propri clienti aziendali.
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Dieci giorni di accessi automatici
Secondo le ricostruzioni dell’emittente TV 2, l’attività sarebbe cominciata il 10 settembre e sarebbe proseguita per circa dieci giorni. In questo intervallo, due programmi creati dall’intruso avrebbero eseguito 14 milioni di interrogazioni automatiche, copiando all’esterno i dati individuati.
Il Registro centrale delle persone, indicato con la sigla CPR, contiene circa 11 milioni di posizioni anagrafiche. Il conteggio comprende anche persone decedute o trasferite fuori dal Paese, motivo per cui supera i circa 6 milioni di residenti attuali in Danimarca. L’autore dell’accesso ha raccontato la propria versione dei fatti restando anonimo.
L’errore nelle credenziali aziendali
L’indagine punta alla compromissione delle credenziali di un ex dipendente, finite in circolazione nei mesi precedenti. L’hacker avrebbe poi scoperto che tre profili di Pays ApS, compreso quello dell’amministratore delegato, proteggevano l’accesso con la stessa password: “123456”.
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La società, con sede a Odense, aveva il permesso di verificare le informazioni del CPR per i propri clienti. Dopo la violazione, tuttavia, tale autorizzazione è stata ritirata. Resta da chiarire se la medesima combinazione fosse impiegata anche all’interno del registro nazionale.
La scoperta è arrivata in ritardo
L’anomalia è emersa soltanto il 2 ottobre, quando una dipendente del ministero ha notato una fattura con un numero di richieste molto più elevato del consueto. Tre giorni dopo, la direttrice Sophie Laursen ha confermato che una persona esterna aveva utilizzato i permessi assegnati alla società per raggiungere il CPR.
Il responsabile dell’intrusione sostiene di non aver voluto vendere né rendere pubbliche le informazioni raccolte. Le autorità stanno comunque verificando la dinamica descritta e gli eventuali ulteriori utilizzi dei dati. Ai cittadini è stato inoltre raccomandato di prestare particolare attenzione quando vengono richieste informazioni personali riservate.
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