Dieci minuti sotto assalto: la reporter ferita in Cisgiordania
Heidi Levine, inviata del Washington Post, racconta l’aggressione subita durante la raccolta delle olive: ha riportato lesioni che richiederanno cure chirurgiche.
Una costola fratturata e una profonda ferita alla mano, tanto seria da rendere necessaria un’operazione. È il bilancio dell’aggressione subita da Heidi Levine, giornalista del Washington Post, mentre partecipava alla raccolta delle olive in un villaggio vicino a Ramallah, in Cisgiordania.
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Ferite riportate durante l’attacco
Secondo il racconto della reporter, l’aggressione sarebbe stata compiuta da uomini con il volto coperto. Levine ha riferito di essere stata colpita per circa dieci minuti con calci e bastoni, riportando danni fisici nonostante le protezioni che indossava.
La ferita alla mano dovrà essere trattata chirurgicamente, mentre la frattura a una costola completa il quadro delle conseguenze dell’attacco. La giornalista ha sottolineato il ruolo avuto dall’equipaggiamento protettivo nel limitare gli effetti delle percosse.
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Il racconto della giornalista
Descrivendo quei momenti, Levine ha dichiarato: «Senza le protezioni non sarei qui». La reporter ha così evidenziato la violenza dell’aggressione e il rischio corso durante il lavoro sul campo.
L’episodio è avvenuto mentre era in corso la raccolta delle olive, in una località situata nei pressi di Ramallah. La giornalista ha attribuito l’assalto a uomini mascherati, indicati nel racconto come coloni, ma il testo non fornisce ulteriori elementi sull’identità degli aggressori.
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