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Attualità 1 min di lettura5 ore fa

Solo 12 deputati ascoltano Giorgetti: l’avvertimento sui conti

Il ministro ha illustrato alla Camera lo scostamento di bilancio davanti a un’aula quasi vuota, difendendo gli aiuti contro il caro energia e il percorso di rientro

L’intervento di Giancarlo Giorgetti sul nuovo quadro della finanza pubblica si è svolto davanti a una Camera quasi vuota. Al termine delle sue parole, tra i banchi della maggioranza risultavano presenti cinque deputati: tre della Lega, uno di Fratelli d’Italia e uno di Forza Italia. Dalle opposizioni ne erano rimasti sette, sei del Partito democratico e uno del Movimento 5 Stelle.


Un’aula ridotta ai minimi termini

La composizione dell’emiciclo ha attirato l’attenzione dei cronisti più delle presenze istituzionali. Giorgetti ha aperto il suo intervento con un saluto dal tono ironico rivolto ai «molti deputati presenti», richiamando così la scarsa partecipazione in aula.

Al termine, il ministro ha replicato con un sorriso alle osservazioni sulla situazione: ha fatto notare di essere comunque rimasto al suo posto durante la discussione. Il dato complessivo fotografato dopo il suo intervento era di dodici parlamentari presenti, con una presenza delle opposizioni superiore a quella della maggioranza.

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La cautela lascia spazio allo scostamento

Nel merito, Giorgetti ha presentato la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale come una scelta ponderata, pur segnando un allontanamento dalla tradizionale prudenza sui conti. La flessibilità finanziaria, secondo il ministro, dovrebbe consentire di preparare il Paese a possibili nuovi shock sui carburanti e sostenere famiglie e imprese colpite dall’aumento dei costi energetici.

L’orizzonte economico resta tuttavia incerto. «Si annunciano nuvoloni all’orizzonte», ha avvertito Giorgetti, precisando allo stesso tempo che l’Italia punta a mantenere il percorso di consolidamento della finanza pubblica. Se il quadro lo consentirà, l’obiettivo indicato è uscire dalla procedura per deficit eccessivo nella primavera del prossimo anno.

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