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Attualità 2 min di lettura2 giorni fa

Software forense e Russia: il caso che coinvolge le polizie europee

Oxygen Forensics, accusata negli Stati Uniti di avere una gestione russa occulta, compare in progetti europei e negli elenchi degli strumenti usati anche in Italia.

Un software capace di estrarre dati da telefoni e computer è finito al centro di un caso internazionale. Oxygen Forensics, società formalmente statunitense con sede in Virginia, è stata accusata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di essere controllata in segreto da cittadini russi; nel frattempo, i suoi prodotti risultano collegati a iniziative europee e a forniture per diverse forze di polizia.


L’accusa americana sulla proprietà russa

Secondo l’inchiesta statunitense, lo sviluppo e la gestione dei programmi sarebbero stati affidati a un gruppo operativo in Russia, sotto la guida del cittadino russo Oleg Sergeyevich Davydov. Dopo le sanzioni introdotte da Washington nel 2022, i proprietari avrebbero cercato di nascondere sia il controllo societario sia la prosecuzione delle attività tecniche in territorio russo.

L’accusa coinvolge cinque cittadini russi ai vertici di Oxygen Forensics. Le stesse persone, secondo il Dipartimento di Giustizia, avrebbero diretto anche MKO Systems, società russa che commercializzava una tecnologia analoga presso il Servizio di sicurezza russo (FSB) e il Ministero degli Interni del Paese.


I legami con i progetti dell’Ue

Documenti pubblici mostrano che la tecnologia di Oxygen è stata associata ad almeno due programmi sostenuti dall’Unione europea. Il primo è Evidence, che tra il 2014 e il 2016 ha ottenuto oltre 1,9 milioni di euro; il secondo è Inspectr, inserito nel programma Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione.

Le due iniziative puntavano a rendere più efficaci acquisizione, trattamento e condivisione delle prove digitali nelle indagini penali. Sebbene fossero nate prima dell’invasione russa dell’Ucraina, iniziata nel febbraio 2022, Inspectr avrebbe proseguito le proprie attività fino al 2023. Oxygen risultava ancora indicata nei siti internet dei due progetti, mentre il portale della società, oggi non più attivo, presentava la Commissione europea tra i clienti.

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La Commissione ha però negato che l’azienda facesse parte dei relativi consorzi o che avesse incassato fondi europei attraverso quelle iniziative. Un portavoce ha inoltre ricordato che i programmi finanziati dall’Ue prevedono requisiti stringenti sul piano dell’ammissibilità e dell’etica e che, dall’inizio della guerra contro l’Ucraina, le entità con sede in Russia non possono partecipare ai progetti di Horizon Europe.


Anche l’Italia compare negli atti

Il database europeo degli appalti indica che, dopo la partecipazione indiretta al contesto dei progetti finanziati dall’Ue, i prodotti Oxygen sono stati accreditati e comprati da numerosi corpi di polizia nazionali. Tra i Paesi citati figurano Germania, Spagna, Italia e Polonia.

Per il caso italiano, viene richiamato un documento tecnico della Procura della Repubblica di Sassari, datato aprile 2026. L’atto inserisce Oxygen Forensics tra i sistemi riconosciuti per l’attività della polizia giudiziaria, consentendo l’uso dei suoi strumenti nell’estrazione e nell’analisi dei dati provenienti dai dispositivi mobili.

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