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Attualità 1 min di lettura57 min fa

Smartphone alla guida, il 63% li considera tra i pericoli

Rapporto Dekra 2026: alcol e droghe seguono, mentre manutenzione e controlli sono le priorità indicate dagli intervistati

L’uso dello smartphone al volante è indicato dal 63% degli italiani tra i comportamenti più rischiosi sulla strada. Il dato emerge dal Rapporto Dekra 2026, presentato mercoledì 4 novembre alla Camera.

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Incidenti e responsabilità

Nel 2025, secondo i numeri citati nel rapporto e attribuiti ad Aci-Istat, gli incidenti con lesioni registrati in Italia sono stati 177.207. Le vittime sono state 2.868, cioè 162 in meno rispetto all’anno precedente, con una diminuzione del 5,3%.

Per Toni Purcaro, presidente di Dekra Italia, la strada usata per lavorare richiede una maggiore attenzione alla prevenzione e una collaborazione più stretta tra innovazione tecnologica e comportamento umano. Il rapporto considera essenziali anche la qualità delle infrastrutture, il rispetto delle norme e la responsabilità di tutti gli utenti, dai conducenti professionisti ai pedoni.


Le priorità degli automobilisti

Nella graduatoria dei comportamenti più pericolosi, dopo il telefono compaiono l’assunzione di alcol o droghe, indicata dal 59% degli intervistati. Seguono il mancato rispetto di precedenze, semafori e cartelli stradali, al 44%, e la guida in condizioni di stanchezza o sonnolenza, al 42%.

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Il 59% del campione giudica molto o abbastanza sicure le strade percorse abitualmente. Per rendere gli spostamenti più sicuri, il 57% chiede una migliore manutenzione, il 48% vorrebbe più controlli e il 46% indica come priorità una formazione stradale più efficace.


Il ruolo delle tecnologie

La ricerca segnala anche una fiducia significativa nei sistemi tecnologici: il 67% degli italiani ritiene che possano contribuire molto o abbastanza alla prevenzione degli incidenti.

Purcaro ha osservato che i dispositivi di assistenza di nuova generazione e l’automazione possono aiutare a diminuire gli incidenti, ma il loro risultato dipende dalla consapevolezza delle persone che li utilizzano. Il rapporto è stato realizzato con l’Istituto Piepoli e Ital Communications.

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