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Attualità 2 min di lettura56 min fa

Sinner annuncia il rientro: in campo il 27 dicembre

Il tennista ha parlato dell’infortunio, della famiglia e del distacco vissuto a 13 anni e mezzo.

Jannik Sinner tornerà a giocare il 27 dicembre a Riad, in occasione del Six Kings Slam. Il tennista italiano ha raccontato il periodo lontano dalle competizioni e le difficoltà legate all’infortunio.

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Il dolore della partenza

Nell’intervista, Sinner ha indicato il giorno in cui lasciò la famiglia come il ricordo più doloroso della sua crescita. Aveva 13 anni e mezzo quando, a Milano, salutò il padre: la separazione fu accompagnata dalle lacrime di entrambi.

«Vorrei cancellare ciò che ho provato il giorno in cui sono andato via di casa», ha detto, ricordando quella partenza come un momento di sofferenza troppo intenso. Il giocatore ha però chiarito di non avere rimpianti per il percorso scelto e di aver sempre potuto contare sui genitori.


Lavoro durante la pausa

Sinner ha spiegato di non essersi mai allontanato dal tennis durante lo stop. Ha continuato ad allenarsi in palestra e sul campo, lavorando anche con i fisioterapisti. Nel tempo libero è andato a Monza per assistere alla Formula 1, ha partecipato a una sfilata di Gucci a Milano, ha giocato più spesso ai videogiochi e ha iniziato il romanzo “Io uccido” di Giorgio Faletti, lungo 600 pagine.

Sul recupero fisico ha scelto una parola: pazienza. «Il corpo è l’unico avversario che non puoi battere, quando ti dice stop devi accettarlo e seguire i consigli degli specialisti», ha affermato, spiegando che la pausa non gli ha fatto cambiare rapporto con lo sport.

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La rivalità con Alcaraz

Il numero uno italiano ha parlato anche del confronto con Carlos Alcaraz. A suo giudizio, le loro personalità vengono raccontate in modo diverso: lui come un atleta disciplinato e tenace, lo spagnolo come un campione più istintivo e vivace.

Sinner considera positiva la presenza di un avversario capace di spingerlo oltre i propri limiti. Ha ricordato le grandi rivalità del tennis, da Borg-McEnroe a Sampras-Agassi, fino al confronto a tre tra Federer, Nadal e Djokovic.


La famiglia e le scelte

Ripensando agli anni della formazione, Sinner ha ribadito che il talento da solo non basta. Servono lavoro, decisioni ponderate e attenzione alle persone da avere accanto. Ha parlato con affetto del padre, descritto anche come un bravo cuoco, e dei cambiamenti della madre, oggi più serena ma ancora poco incline a stare sotto osservazione durante le sue partite.

La madre, infatti, ha smesso di assistere ai suoi incontri dal Royal Box di Wimbledon perché non ama essere ripresa dalle telecamere. Sinner ha detto di comprenderne la scelta e ha ricordato che la tensione, per lei, rimane difficile da gestire.

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