Sindaci contro il Governo: benzina e caroenergia fanno tremare il Paese
I primi cittadini di nove grandi città chiedono un confronto urgente con l’Esecutivo dopo le tensioni di sabato e denunciano l’aggravarsi delle difficoltà sociali
«Puntarsi il dito contro non farà calare il costo della benzina, né ridurrà la tensione esistente nel nostro Paese». È il messaggio rivolto al Governo dai sindaci di nove città amministrate dal centrosinistra, che sollecitano un intervento immediato e un confronto diretto con le istituzioni responsabili dell’ordine pubblico.
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Il caroenergia mette le città sotto pressione
Nel documento, indirizzato in particolare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, gli amministratori locali collegano l’aumento dei prezzi alle crescenti difficoltà delle comunità. Secondo i sindaci, l’incremento rapido dei costi energetici sta rendendo sconveniente, per alcuni comparti produttivi, continuare a lavorare invece di fermarsi, soprattutto nel Mezzogiorno.
La crisi del carovita, spiegano, interessa centri urbani del Nord e del Sud e sta alimentando nuove tensioni. Per questo chiedono risposte rapide e invitano l’Esecutivo a convocare al più presto i rappresentanti delle amministrazioni comunali.
Nove sindaci chiedono un confronto
A sottoscrivere l’appello sono Roberto Gualtieri per Roma, Sara Funaro per Firenze, Vito Leccese per Bari, Matteo Lepore per Bologna, Stefano Lorusso per Torino, Gaetano Manfredi per Napoli, Beppe Sala per Milano, Silvia Salis per Genova e Massimo Zedda per Cagliari.
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La presa di posizione arriva dopo le manifestazioni di sabato pomeriggio, sfociate in scontri soprattutto a Milano. Nel loro intervento, i sindaci richiamano la necessità di tutelare la coesione del Paese senza ignorare le condizioni economiche che stanno aggravando il disagio quotidiano.
Diritti essenziali e responsabilità comuni
Per gli amministratori, il deterioramento del rapporto tra generazioni e tra cittadini e istituzioni è ormai evidente. Nel messaggio chiedono quindi misure concrete su abitazioni, protezione dei lavoratori e qualità del trasporto pubblico, indicati come ambiti fondamentali per garantire condizioni di vita dignitose.
La condanna delle violenze resta netta: «Diciamo un no assoluto alla violenza e alla distruzione, di cui non saremo mai complici». I sindaci invitano tutte le istituzioni a coordinarsi, assumersi le proprie responsabilità e affrontare insieme una fase che, a loro giudizio, richiede interventi immediati anziché accuse reciproche.
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