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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Milano, scontri e accuse: ora i sindaci chiedono risposte

Le proteste contro il carovita e le mobilitazioni studentesche hanno lasciato in eredità non soltanto gli scontri nelle principali città, ma anche un duro confronto istituzionale.

Le proteste contro il carovita e le mobilitazioni studentesche hanno lasciato in eredità non soltanto gli scontri nelle principali città, ma anche un duro confronto istituzionale. Mentre a Milano Giuseppe Sala e Matteo Piantedosi si scambiano accuse sulla gestione dell’ordine pubblico, i sindaci chiedono al governo interventi immediati sulle difficoltà sociali che alimentano il malcontento.

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Il disagio sociale chiede risposte

Roma, Firenze, Bari, Bologna, Torino, Napoli, Milano, Genova e Cagliari hanno affidato a una nota comune la loro posizione. I primi cittadini, tutti espressione del centrosinistra, sostengono che il deterioramento delle condizioni economiche stia incrinando sia il patto sociale sia quello tra generazioni.

Nel documento vengono indicati alcuni ambiti prioritari: il diritto alla casa, le protezioni per i lavoratori e un trasporto pubblico funzionante. I sindaci condannano senza esitazioni distruzioni e violenze, ma chiedono al governo di convocarli rapidamente, spiegando che le tensioni stanno mettendo sotto pressione le comunità da nord a sud.

La richiesta comprende anche un appello diretto al ministro dell’Interno. Secondo gli amministratori, lo scontro politico non può sostituire le misure necessarie ad affrontare il rincaro della benzina e le difficoltà quotidiane delle famiglie.


A Milano il nodo degli agenti

Il confronto più acceso riguarda quanto accaduto sabato nel centro di Milano, dove manifestanti e forze dell’ordine si sono affrontati nelle strade vicine a piazza Duomo. La presenza di numerosi turisti ha reso ancora più evidente la portata degli episodi, mentre resta aperta la discussione sulla possibilità di prevenirli.

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Sala, intervenuto ai microfoni di Rtl, ha sostenuto che il dispositivo di sicurezza fosse insufficiente rispetto alla situazione. «Soprattutto in piazza Duomo c’era una quantità di protestanti violentissimi e uno sparuto gruppo di poliziotti», ha affermato il sindaco, precisando di non voler mettere in discussione il questore con cui collabora quotidianamente.

La replica di Piantedosi è arrivata poche ore dopo. Il ministro ha difeso l’operato degli agenti e ha distinto il tema della pianificazione futura dalla responsabilità individuale di chi ha commesso gli atti violenti.

«La responsabilità di chi usa la violenza non può essere diluita in una polemica sul numero dei poliziotti, un’operazione di mistificazione della realtà del tutto inaccettabile», ha dichiarato il titolare del Viminale. A suo giudizio, gli operatori presenti hanno agito correttamente e hanno contribuito a evitare conseguenze ancora più gravi.

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