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Attualità 2 min di letturaAggiornato 12 ore fa

Sindacati militari, ultimatum sulla previdenza nella manovra

Le organizzazioni chiedono fondi per pensioni, Fesi e congedi: in caso contrario valuteranno lo stop ai tavoli istituzionali

Aggiornamento del 5 nov, 18:31

Il segretario del Siulp, Romano, ha denunciato l’assenza nella bozza della manovra di risorse concrete per la previdenza dedicata e ha chiesto la riconvocazione immediata dei tavoli di confronto. In caso di mancata apertura, il sindacato annuncia una mobilitazione nazionale con manifestazioni in piazza da parte dei poliziotti.

I sindacati militari chiedono modifiche alla manovra e minacciano di interrompere la partecipazione ai tavoli del Dipartimento della Funzione Pubblica. La decisione, precisano, sarebbe assunta «nel rispetto delle prerogative di legge».

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Le richieste per il personale

Tra le priorità indicate dalle organizzazioni c’è il rafforzamento della previdenza dedicata. La proposta prevede almeno 500 milioni di euro l’anno, con finanziamenti strutturali e procedure definite, per ridurre gli svantaggi pensionistici del personale soggetto al sistema misto e di quello arruolato tra il 1996 e il 2005.

La questione riguarda anche il fatto che il personale militare lascia il servizio prima di altre categorie e può quindi maturare una contribuzione più bassa. Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha già aperto un tavolo sulle pensioni; secondo le stime richiamate dai sindacati, per rendere effettivo il meccanismo servirebbe una dotazione di circa mezzo milione in dieci anni.


Il nodo delle risorse operative

Per il Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali di Esercito, Marina e Aeronautica viene sollecitato un incremento di 150 milioni di euro ogni anno. Le somme aggiuntive dovrebbero essere destinate al trattamento accessorio e alla valorizzazione delle attività operative.

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La richiesta di maggiori stanziamenti è legata anche alla disparità rispetto alle forze di Polizia. Per il 2027 la manovra ha previsto complessivamente 50 milioni di euro per pagare il lavoro straordinario del personale impegnato nella tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica: 19 milioni sono assegnati alla Polizia di Stato, 19 all’Arma dei carabinieri, 9,5 alla Guardia di finanza e 2,5 alla Polizia penitenziaria. Per Esercito, Marina e Aeronautica non risultano invece fondi analoghi.


Le altre misure sollecitate

Il documento congiunto comprende sei aree di intervento. Oltre alla previdenza e al Fesi, i sindacati chiedono il rinnovo del contratto relativo al periodo 2028-2030, una revisione dell’indennità di trasferimento, misure di detassazione e un congedo parentale.

Le organizzazioni invitano Governo e Parlamento a inserire queste misure nel testo definitivo della manovra, che si avvia al passaggio parlamentare con l’esame iniziale alla Camera. In assenza di risposte e di risorse considerate adeguate, confermano la possibilità di sospendere il confronto istituzionale.

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