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Attualità 2 min di lettura53 min fa

Siena, il Tar annulla il 6 in condotta allo studente

Il ragazzo aveva ricevuto due ammonizioni: il regolamento scolastico ne richiedeva almeno tre per quella valutazione.

Il Tar ha annullato il 6 in condotta assegnato a uno studente minorenne del liceo scientifico Galileo Galilei di Siena. La decisione rischiava di compromettere la sua promozione al termine dello scorso anno scolastico.

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Le contestazioni durante la gita

Al centro del caso ci sono alcuni episodi avvenuti durante una visita scolastica a Londra. Secondo il Consiglio di classe, il ragazzo avrebbe preso il telefono di un compagno e avrebbe poi riempito una borraccia con un liquido giallo, presentandolo come uno scherzo rivolto a un altro studente.

I docenti avevano giudicato il comportamento lesivo e lo avevano ricondotto a un episodio di bullismo. Nel provvedimento si parlava anche di atteggiamenti poco rispettosi verso compagni e insegnanti, di disturbo frequente durante le lezioni e di un’influenza negativa all’interno della classe.


Il regolamento della scuola

Il Consiglio di classe aveva sospeso il giudizio e assegnato al giovane un elaborato sul tema della cittadinanza attiva e solidale. In seguito il dirigente scolastico lo aveva convocato per contestargli i fatti ritenuti più gravi.

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Il regolamento dell’istituto, tuttavia, stabilisce che il 6 in condotta possa essere attribuito in presenza di almeno «tre o più ammonizioni scritte» oppure di una sospensione fino a 15 giorni. Nel caso esaminato dal tribunale, le ammonizioni ricevute durante l’anno erano soltanto due.


Le ragioni dell’annullamento

Per gli episodi avvenuti durante la gita non risultavano invece sanzioni formali precedenti, né una comunicazione alla famiglia. La scuola aveva scelto un intervento educativo, definito un’occasione per responsabilizzare lo studente, prima del successivo colloquio con il preside.

I giudici hanno inoltre rilevato una violazione delle garanzie previste dal regolamento interno. Prima di una sanzione, infatti, l’alunno deve essere «invitato a esporre le proprie ragioni». Per il Tar, l’assenza del numero minimo di ammonizioni e il mancato rispetto di questa procedura rendono illegittima l’assegnazione del voto in condotta.

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