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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Sicurezza, arrivano 50 milioni: chi riceverà gli arretrati

Il decreto Autotrasporto prevede risorse aggiuntive per saldare le ore extra già effettuate da Polizia, carabinieri, Guardia di finanza e Polizia penitenziaria.

Cinquantamilioni di euro sono stati destinati al pagamento delle ore di lavoro straordinario già prestate dal personale delle forze di polizia. La misura è contenuta nella bozza del decreto legge Autotrasporto, la cui pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale è prevista oggi, e arriva dopo una fase caratterizzata da blocchi stradali, cortei, scontri e un rafforzamento dei servizi di sicurezza.

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Le risorse coprono attività già svolte

Per il 2026 il provvedimento autorizza una spesa complessiva di 50 milioni di euro. L’obiettivo è remunerare le prestazioni aggiuntive effettuate dagli operatori impegnati nella tutela dell’ordine pubblico, intervenendo anche oltre i limiti ordinari fissati per il trattamento accessorio dei dipendenti pubblici.

Non si tratta quindi di finanziare nuovi dispositivi, ma di riconoscere economicamente attività già concluse. Il provvedimento riguarda il personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza e della Polizia penitenziaria.


La ripartizione tra i corpi

Alla Polizia di Stato spetta la parte più consistente dello stanziamento, pari a 24 milioni di euro. L’Arma dei carabinieri riceverà 15 milioni, mentre alla Guardia di finanza sono assegnati 9 milioni e alla Polizia penitenziaria i restanti 2 milioni.

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La distribuzione riflette l’impiego dei diversi corpi nelle attività di controllo e presidio del territorio. Le somme sono legate agli straordinari maturati nel corso dei servizi svolti per fronteggiare l’emergenza sul piano dell’ordine pubblico.


Blocchi e tensioni hanno alzato la pressione

Nelle ultime giornate gli agenti sono stati coinvolti nella gestione delle proteste degli autotrasportatori, compresi gli interventi necessari a sgomberare le carreggiate e a riaprire la circolazione. A questi compiti si sono aggiunti i servizi organizzati per manifestazioni e cortei nelle principali città.

Un ulteriore fronte si è aperto a Milano dopo gli scontri e i saccheggi del 17 ottobre. La Digos ha avviato perquisizioni e identificazioni, mentre gli investigatori hanno rivolto l’attenzione anche ai messaggi circolati nelle conversazioni del gruppo indicato come Movimento 17 ottobre.

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