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Attualità 1 min di lettura40 min fa

Sheinbaum sfida Trump: dal petrolio ai cartelli, il Messico non arretra

La presidente messicana respinge le accuse sulla sicurezza e difende l’autonomia energetica del Paese nei colloqui con Washington.

Claudia Sheinbaum non accetta la rappresentazione del Messico come un Paese dominato dai cartelli e non apre nemmeno a un ruolo statunitense nell’estrazione del petrolio. La presidente messicana ha riferito di aver discusso con Donald Trump sia di energia sia di criminalità, rispondendo punto per punto alle richieste e alle valutazioni provenienti da Washington.

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Sheinbaum contesta la lettura sulla criminalità

Secondo quanto riferito dalla presidente, Trump ritiene che alcune aree del territorio messicano siano ormai nelle mani delle organizzazioni del narcotraffico. Sheinbaum ha respinto questa ricostruzione richiamando i risultati ottenuti dal governo sul fronte della sicurezza.

Nel suo intervento ha indicato una diminuzione del 50% degli omicidi e una contrazione superiore al 60% del traffico di fentanyl. La presidente ha sintetizzato così la propria replica: «Non è vero, guardi i risultati che abbiamo. Se fosse vero, ovviamente non li avremmo ottenuti».

Sheinbaum ha inoltre negato che il nuovo accordo commerciale con gli Stati Uniti preveda condizioni legate alla sicurezza o l’estradizione di esponenti politici. A suo giudizio, Washington non dovrebbe usare il Messico come strumento nelle proprie campagne elettorali.

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Petrolio, nessuna apertura senza leggi

Sul versante energetico, Trump avrebbe sollecitato il Messico ad acquistare una quantità maggiore di gas naturale prodotto negli Stati Uniti. La presidente ha confermato che il Paese sta già ricorrendo al combustibile statunitense per rifornire cinque nuove centrali elettriche.

L’acquisto, però, non modifica la priorità indicata dal governo: rafforzare la disponibilità di risorse energetiche autonome. Sheinbaum ha quindi escluso concessioni territoriali o interventi stranieri privi di una base normativa nello sfruttamento del greggio.

Rivolgendosi al presidente statunitense, ha ricordato che «qui c’è una Costituzione e qui ci sono delle leggi». Le imprese straniere, ha precisato, possono operare nel settore petrolifero soltanto attraverso contratti conformi alle norme messicane.

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