Serbia, la svolta degli studenti: il dopo Vučić è già un’incognita
Nato nelle piazze contro la corruzione, il movimento ha ottenuto la maggioranza e chiuso quattordici anni di potere di Vučić, ma ora deve affrontare profonde divisioni interne.
La Serbia entra in una fase politica inedita: il movimento studentesco nato dalle proteste contro la corruzione ha conquistato la maggioranza alle elezioni, mettendo fine a quattordici anni di potere di Vučić. Il risultato, favorito anche da un’affluenza record, apre però interrogativi sulla direzione futura del Paese.
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Una vittoria nata nelle proteste
Gli studenti hanno trasformato la mobilitazione contro la corruzione in una forza capace di imporsi alle urne. La protesta, inizialmente legata alla richiesta di maggiore trasparenza, si è così tradotta in una svolta politica nazionale.
L’elevata partecipazione al voto ha rafforzato il risultato del movimento e ha contribuito a sancire la fine dell’era politica di Vučić. La maggioranza conquistata rappresenta il passaggio decisivo dalle piazze alle istituzioni.
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Il nodo della leadership
A rendere incerto il prossimo capitolo è soprattutto l’assenza di un leader riconosciuto. Il movimento non si presenta infatti come una forza guidata da una sola figura, elemento che potrebbe complicare le scelte e la gestione del nuovo potere.
Anche le posizioni politiche al suo interno sono molto diverse. La vittoria elettorale ha unito sensibilità differenti nella contestazione del vecchio sistema, ma non chiarisce ancora quale linea comune guiderà la Serbia.
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