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Attualità 3 min di lettura2 ore fa

Sempio, la difesa punta alla Consulta per fermare l’udienza

La difesa valuta la sospensione in attesa della revisione di Alberto Stasi o il ricorso alla Corte costituzionale

La richiesta dei legali di Andrea Sempio mira a sospendere l’udienza preliminare sul possibile rinvio a giudizio per l’omicidio di Chiara Poggi.

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Tempi lunghi e procedimenti distinti

Secondo Gian Luigi Gatta, docente di diritto penale alla Statale di Milano, i procedimenti contro Sempio e Alberto Stasi restano formalmente separati. Il giudice, però, potrebbe organizzare il calendario tenendo conto della revisione della condanna di Stasi, senza esservi obbligato.

«I due procedimenti potrebbero anche andare in parallelo. I tempi? Non saranno certo brevi, si misurano in anni», ha osservato Gatta parlando degli sviluppi possibili. Se Sempio venisse condannato mentre Stasi restasse colpevole in via definitiva, si creerebbe una contraddizione tra le due decisioni, affrontabile anche attraverso nuove richieste di revisione.


Gli esiti possibili del caso

Il docente ha indicato anche l’ipotesi di due assoluzioni: Stasi dovrebbe ottenere la revisione della sentenza, mentre Sempio dovrebbe essere scagionato. In presenza di un dubbio non superato, le garanzie processuali imporrebbero l’assoluzione dell’imputato, anche se il risultato sarebbe difficile da accettare per i familiari della vittima.

Un solo colpevole, identificato in Sempio, significherebbe invece riconoscere un gravissimo errore giudiziario ai danni di Stasi e dei parenti di Chiara Poggi. Resta possibile anche l’esito opposto: Sempio assolto e Stasi ancora unico condannato. Per Gatta, verificare un eventuale errore della Procura di Pavia sarebbe comunque doveroso, se esistono elementi nuovi o un dubbio ragionevole sull’innocenza del condannato.


La richiesta davanti al giudice

Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia intendono rivolgersi al gup Luigi Riganti con due richieste alternative: congelare l’udienza fino alla decisione sulla revisione di Stasi oppure sollevare una questione di legittimità costituzionale.

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Cataliotti ha spiegato che l’iniziativa sarà presentata già nella fase preliminare: «Se la riterrà infondata andrà avanti. Se invece la valuterà non manifestamente infondata invierà gli atti alla Consulta». La difesa vuole inoltre chiarire la posizione processuale di Marco Poggi e di Stasi, stabilendo chi possa costituirsi parte civile e chi debba essere ascoltato come testimone o persona offesa.

I legali sostengono di voler contestare le accuse fin dal primo passaggio utile davanti al gup. Richiamano anche l’incidente probatorio già svolto, che a loro giudizio avrebbe prodotto elementi favorevoli alla posizione di Sempio.


La revisione della condanna

La procedura riguardante Stasi sarà esaminata dalla Corte d’Appello di Brescia. La domanda dovrebbe essere depositata tra il 10 e il 20 novembre; in assenza di una decisione in camera di consiglio, l’udienza sull’ammissibilità potrebbe arrivare dopo tre o quattro mesi.

Qualora la richiesta superasse questo primo vaglio, si aprirebbe la fase di merito. La decisione potrebbe poi essere impugnata in Cassazione e, in caso di annullamento con rinvio, tornare davanti a una diversa sezione della Corte d’Appello bresciana, con la possibilità di un ulteriore passaggio in Cassazione.

Il punto sollevato dalla difesa nasce dalla condanna definitiva di Stasi per la morte di Chiara Poggi, avvenuta nella villetta di via Pascoli a Garlasco. Secondo i legali, la disciplina sull’inconciliabilità tra giudicati potrebbe impedire che Sempio venga giudicato per lo stesso omicidio mentre esiste già una sentenza irrevocabile a carico di un’altra persona.

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