Scuole evacuate nel Veronese: la mail jihadista fa scattare l’allarme
Una minaccia inviata a circa cento istituti ha portato fuori dalle aule studenti e personale in 27 scuole tra Verona e Padova: verifiche ancora in corso.
La minaccia è arrivata via posta elettronica nella mattinata di lunedì 19 ottobre e ha costretto numerosi istituti a interrompere le attività. Il messaggio annunciava attentati imminenti e sosteneva che all’interno degli edifici fosse stato collocato un ordigno: per precauzione, alunni e docenti sono stati fatti uscire dalle scuole.
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L’allarme coinvolge 27 istituti
Le comunicazioni sarebbero state recapitate a circa cento scuole italiane, con una concentrazione particolare nelle province di Verona e Padova. Nel territorio veronese l’evacuazione ha interessato 27 strutture situate nei comuni di Castel d’Azzano, Povegliano e Bosco Chiesanuova.
Le famiglie sono state avvertite mentre dirigenti scolastici e autorità disponevano le procedure di sicurezza. A Bosco Chiesanuova, il sindaco e il responsabile dell’istituto hanno spiegato che l’uscita dalle aule si è resa necessaria soltanto come misura preventiva: «La minaccia appare certamente priva di fondamento, ma ha richiesto l’intervento delle istituzioni e una decisione immediata».
Il contenuto della minaccia
Nella posta elettronica si affermava che nell’edificio fosse stato sistemato un esplosivo con nitrato d’ammonio. Gli autori annunciavano inoltre una serie di attacchi terroristici organizzati sul territorio nazionale e sostenevano di agire in nome di Allah.
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Il testo prospettava anche un progetto di rovesciamento del governo e l’introduzione della Sharia, presentando quanto sarebbe accaduto nelle scuole come l’inizio di una campagna più ampia. Il tono del messaggio ha quindi fatto scattare l’intervento immediato, pur senza elementi che confermassero la presenza di ordigni.
Controlli senza ritrovamenti
I Carabinieri hanno avviato gli accertamenti negli istituti interessati, affiancati dalle unità cinofile. Le aree scolastiche sono state controllate per verificare l’eventuale presenza di materiali esplosivi.
Finora nessuna bomba è stata trovata all’interno degli edifici. Le verifiche proseguono e non è ancora stata identificata la persona, o il gruppo, responsabile dell’invio delle comunicazioni.
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