Scuola, la voce degli studenti cambia davvero il benessere: i numeri
Il programma Fuoriclasse in Movimento ha coinvolto quasi 20mila studenti in 130 scuole, con risultati positivi su ascolto, relazioni e partecipazione.
Dare agli studenti un ruolo nelle decisioni della scuola può incidere sul benessere, sul senso di appartenenza e sulla partecipazione alla vita scolastica. È il risultato che emerge dal monitoraggio di Fuoriclasse in Movimento, il programma di Save the Children sostenuto dal 2024 da UniCredit attraverso il Fondo Carta Etica.
Nell’anno scolastico 2025-2026, il 91,6% degli alunni coinvolti ha considerato utili i Consigli Fuoriclasse per dare maggiore spazio alla voce degli studenti. L’86,5% ha percepito una più forte attenzione da parte degli adulti verso le proprie opinioni, mentre l’83,5% ha dichiarato di stare meglio a scuola.
Il benessere cresce con l’ascolto
La rilevazione, condotta su oltre 2.200 studenti e studentesse, restituisce effetti positivi anche su altri aspetti della quotidianità scolastica. L’89,7% dei partecipanti ha riferito un aumento delle emozioni positive, l’87,5% una maggiore capacità di collaborare e l’86,2% relazioni migliori con compagni e insegnanti.
Il coinvolgimento nella vita della scuola è cresciuto per l’84,1% degli alunni, mentre l’86,7% ha segnalato una maggiore capacità di promuovere e difendere i propri diritti. Tra i rappresentanti dei Consigli Fuoriclasse, l’85,2% ha affermato di sentirsi realmente ascoltato: una quota superiore di oltre 20 punti percentuali rispetto a quella registrata tra gli studenti senza incarichi di rappresentanza.
Anche il giudizio degli insegnanti è favorevole. Il 94,5% dei 644 docenti coinvolti ha definito i Consigli uno strumento efficace per raccogliere il punto di vista degli alunni; il 91,8% ha rilevato un miglioramento del benessere scolastico e il 95% un aumento delle emozioni positive tra gli studenti. I docenti hanno inoltre indicato progressi nella partecipazione, nella collaborazione, nell’autostima e nei rapporti interpersonali.
Prevenire prima dell’abbandono
La dispersione scolastica si manifesta spesso dopo un percorso iniziato molto prima, segnato da calo della motivazione, difficoltà nelle relazioni e distacco dalla comunità scolastica. Per questa ragione Save the Children interviene già nel primo ciclo, puntando su fiducia, relazioni positive, partecipazione e capacità di incidere sulle scelte della scuola.
I dati nazionali mostrano qualche miglioramento, ma anche divari ancora marcati. Nel 2025 l’abbandono precoce degli studi tra i giovani dai 18 ai 24 anni è sceso all’8,2%, dal 9,8% del 2024, raggiungendo in anticipo l’obiettivo europeo previsto per il 2030. La percentuale resta però più alta tra i ragazzi, al 10,1%, rispetto alle ragazze, al 6,2%, e tra i giovani con cittadinanza non italiana, al 26,2%, contro il 6,7% degli italiani.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Anche la cosiddetta dispersione implicita, riferita a chi conclude gli studi senza acquisire competenze adeguate, è diminuita: secondo INVALSI, nel 2026 si è attestata al 6,3%, rispetto all’8,7% dell’anno precedente.
Un progetto presente in 16 regioni
Nel corso dell’ultimo anno scolastico il sostegno di UniCredit ha raggiunto 130 istituti distribuiti in 16 regioni. Sono stati coinvolti 19.981 studenti e studentesse, 1.428 docenti, 530 classi e altrettanti Consigli Fuoriclasse, con interventi nelle periferie delle grandi città e nelle aree interne.
I Consigli riuniscono rappresentanti degli studenti, docenti e dirigenti. Attraverso assemblee, consultazioni, elezioni e incontri con la dirigenza, i ragazzi individuano problemi e propongono soluzioni su didattica, spazi, rapporti tra compagni e collegamenti con il territorio. In diversi casi il percorso ha portato alla creazione di laboratori, alla riqualificazione degli ambienti e ad attività di cittadinanza attiva.
Tra le scuole coinvolte c’è l’Istituto Comprensivo Morricone, nel quartiere San Basilio di Roma, dove Save the Children e UniCredit hanno verificato il lavoro svolto e il percorso avviato per inserire le pratiche partecipative nella gestione ordinaria dell’istituto.
Giancarla Pancione, Direttrice Marketing, Fundraising & Brand di Save the Children, ha sottolineato che il programma offre ai più giovani «spazi concreti in cui esprimere idee, bisogni e proposte per migliorare la scuola che vivono ogni giorno». Stefano Gallo, Head of Territorial Development di UniCredit, ha invece ricordato che contrastare l’abbandono significa agire «prima che l’abbandono si manifesti», creando condizioni di ascolto e coinvolgimento.
Il monitoraggio segnala infine un cambiamento anche nel lavoro degli adulti: l’86,8% dei docenti ha rafforzato le proprie competenze sulle metodologie partecipative e l’84,5% ha dichiarato di utilizzare più spesso approcci fondati sull’ascolto degli studenti. Nel 2025 Save the Children ha inoltre avviato, insieme ad Ashoka Italia, una sperimentazione triennale in 18 Istituti Comprensivi della rete, con l’obiettivo di rendere stabile il ruolo dei Consigli Fuoriclasse nella vita delle scuole.
Continua a leggere
Grynkewich avverte: «Se la Nato sarà attaccata, vinceremo
Da Varsavia il comandante alleato ribadisce la linea della deterrenza e difende l’impegno degli Stati Uniti sul fianco orientale dell’Alleanza.
Eolico galleggiante, la partita del Sud: energia sì, ma con regole precise
Il Mediterraneo ha le condizioni per ospitare una filiera industriale dell’eolico in mare, a patto di proteggere gli ecosistemi e distribuire i vantaggi alle comunità costiere.
Da lontano non basta: Stefano Disegni mette tutto a fuoco
La nuova striscia di Stefano Disegni invita a guardare una situazione più da vicino, perché la distanza può rendere difficile capirne davvero i contorni.
Wuhan, 14 anni all’ex sindaco: la condanna che non riguarda il Covid
Zhou Xianwang è stato riconosciuto colpevole di corruzione per tangenti superiori a 7 milioni di euro, dopo essere diventato il volto della crisi iniziale a Wuhan.