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Attualità 2 min di lettura4 giorni fa

Scuola, il nodo è il tetto del 30%: cosa cambia nel decreto

Deroghe per le classi con alunni stranieri, nuovi fondi per l’italiano e aiuti più ampi per i libri: il provvedimento attende l’invio al Quirinale.

Il limite del 30% nelle classi potrà essere superato in presenza di specifiche condizioni, mentre 17,5 milioni di euro serviranno a sostenere l’insegnamento dell’italiano. Sono alcune delle misure inserite nel decreto scuola, insieme a nuovi aiuti per le famiglie e sanzioni per determinate violazioni.


Il tetto nelle classi può cambiare

La soglia riguarda gli alunni privi della cittadinanza italiana che non dispongono di una preparazione scolastica adeguata. Il testo consente eccezioni quando entrano in gioco il domicilio degli studenti o documentate necessità familiari.

Qualora una scuola non riesca comunque a rimanere entro il limite, potrà contare su risorse dedicate. Il fondo da 17,5 milioni finanzierà interventi destinati a rafforzare l’apprendimento della lingua italiana, mentre agli Uffici scolastici provinciali viene affidato un compito di coordinamento più ampio sulle realtà del territorio.


Più risorse per libri e docenti

Tra gli interventi economici figura l’incremento del sostegno per i libri di testo: lo stanziamento raggiunge 21 milioni ogni anno e potrà coprire interamente o parzialmente la spesa delle famiglie con redditi più bassi. Per ottenere il beneficio, il limite Isee viene portato da 30mila a 40mila euro.

Altri 8 milioni, distribuiti nell’arco di due anni, alimenteranno il Fondo permanente contro il cyberbullismo. Ai docenti tutor sono invece destinati 70 milioni. Il Piano educativo individualizzato predisposto all’avvio del percorso scolastico dovrà essere rivisto soltanto se emergeranno nuove circostanze.

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Sanzioni e corsi di lingua

Il provvedimento introduce multe comprese tra 200 e 1.000 euro per chi entra a scuola con il volto nascosto. La disposizione comprende burqa, niqab e mascherine chirurgiche, queste ultime consentite soltanto quando motivate da ragioni di salute; se l’autore della violazione è minorenne, la responsabilità economica ricade sui genitori.

Una sanzione dello stesso importo può colpire i nuclei familiari che non fanno frequentare i corsi gratuiti di italiano. L’obbligo scatta quando la mancata conoscenza della lingua da parte dello studente e della famiglia rischia di ostacolare l’inserimento del ragazzo e di incidere sui risultati scolastici.


Il testo attende l’esame del Colle

Il Consiglio dei ministri ha già approvato il decreto, ma resta da completare il lavoro sulle risorse finanziarie necessarie a sostenerlo. Per questo il provvedimento non è ancora arrivato al Quirinale.

L’invio al Presidente della Repubblica potrebbe avvenire lunedì, quando il testo dovrebbe essere sottoposto all’esame del capo dello Stato.

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