Scaffali vuoti e autostrade in tilt: il Sud protesta sul carburante
Camion, trattori e presidi stanno rallentando la viabilità in diverse regioni, mentre nei negozi molisani iniziano a mancare alcuni prodotti freschi.
Il primo effetto della mobilitazione degli autotrasportatori si avverte nei supermercati, soprattutto in Molise, dove le consegne non arrivano con regolarità. Intanto la protesta contro il prezzo del carburante coinvolge strade, raccordi e porti di gran parte del Mezzogiorno e dovrebbe proseguire almeno fino al 20 ottobre, giorno dell’incontro convocato con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini.
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In Molise l’emergenza è nei negozi
A Campobasso camion, tir e trattori hanno raggiunto il centro della città, creando rallentamenti alla circolazione. I partecipanti alla manifestazione indossano gilet gialli e mostrano messaggi come «Anche il Sud è Italia» e «Il lavoro che muove l’Italia».
Le conseguenze delle proteste, che interessano da giorni anche la Puglia, si riflettono sulla distribuzione. In diversi punti vendita molisani gli scaffali risultano sprovvisti soprattutto di frutta, verdura e prodotti da forno, a causa delle consegne saltate.
Campania e Calabria sotto pressione
In Campania i problemi più rilevanti riguardano il collegamento tra A1 e A30. Nella notte è stato chiuso temporaneamente, per i veicoli provenienti da Napoli, il raccordo tra la Milano-Napoli e la Caserta-Salerno: ne sono derivate code tra Villa Literno e Pomigliano, oltre che nelle vicinanze delle barriere di Napoli Nord e Caserta Nord in direzione di Roma.
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Un nuovo punto di protesta è stato allestito a Fuscaldo, nel Cosentino, lungo la statale del Tirreno. All’alba, decine di mezzi pesanti si sono radunate nei pressi di un distributore e hanno occupato la carreggiata verso Sud, rendendo difficoltoso il passaggio.
Presidi anche in Basilicata e Sicilia
A Potenza i mezzi pesanti sono presenti agli accessi della città e sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano degli Alburni. In Basilicata, tuttavia, la situazione nelle stazioni di servizio è tornata quasi regolare.
In Sicilia i manifestanti hanno organizzato presidi davanti a tutti i porti regionali. Resta invece possibile il trasporto via terra dell’ortofrutta attraverso lo Stretto di Messina. La mobilitazione, nata per contestare l’aumento del carburante, è destinata a continuare almeno fino al confronto del 20 ottobre con il ministro Salvini.
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