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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Sapienza, caselle degli studenti usate per la campagna: scatta l’indagine

Una comunicazione di Azione Universitaria invita a candidarsi alle elezioni studentesche e rimanda a un sito esterno: l’Ateneo verifica invio e gestione dei dati.

Una mail elettorale destinata agli studenti della Sapienza apre un caso sulla regolarità della competizione per la rappresentanza universitaria. Il messaggio, riconducibile ad Azione Universitaria Sapienza, è arrivato su caselle istituzionali dell’Ateneo a poche settimane dal voto previsto dal 16 al 20 novembre.

La comunicazione invitava gli studenti a contribuire alla formazione della lista e a manifestare il proprio interesse attraverso un collegamento esterno. Le segnalazioni di diverse organizzazioni studentesche hanno spinto l’università ad avviare accertamenti interni, mentre resta da chiarire chi abbia autorizzato l’utilizzo del canale e con quale procedura tecnica sia stato effettuato l’invio.


Mail elettorale e dati da verificare

L’oggetto della comunicazione era “Ti va di darci una mano?”. A firmarla risultava Alessandro, indicato come studente e membro di Azione Universitaria Sapienza, gruppo vicino a Fratelli d’Italia. Nel testo si faceva riferimento a spazi, servizi, didattica e iniziative, con l’obiettivo di mettere insieme una squadra rappresentativa delle diverse facoltà.

Il pulsante inserito in fondo al messaggio conduceva a una piattaforma non appartenente alla Sapienza, dove gli interessati potevano lasciare i propri dati e la disponibilità a partecipare. Proprio questo passaggio alimenta i dubbi sulla tutela delle informazioni personali e sull’eventuale accesso a un indirizzario molto ampio della popolazione studentesca.

Pietro Zanaga, esponente della lista Primavera Sapienza di Primavera degli Studenti, sostiene che la vicenda debba essere chiarita sia sul piano della privacy sia su quello dell’equilibrio tra i candidati. “Una lista non può utilizzare una risorsa istituzionale della Sapienza”, ha affermato, sottolineando che un simile accesso potrebbe compromettere la parità tra le formazioni in corsa.

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L’Ateneo blocca il gruppo di invio

Il regolamento della Sapienza limita l’impiego della posta elettronica e delle liste interne alle comunicazioni didattiche, amministrative e ufficiali dell’università. Le associazioni che hanno denunciato l’accaduto chiedono quindi anche l’esclusione di Azione Universitaria dalla prossima consultazione e stanno valutando la possibilità di promuovere un’azione legale collettiva.

L’università, intanto, ha comunicato che sono in corso verifiche per ricostruire la quantità dei messaggi spediti e le modalità tecniche dell’operazione. “Prioritaria resta la tutela dei dati della comunità studentesca, insieme alla garanzia di imparzialità e parità di trattamento”, ha fatto sapere l’Ateneo.

In attesa degli esiti degli accertamenti, la Sapienza ha disattivato in via cautelativa il gruppo di distribuzione impiegato per la comunicazione. Restano da individuare il responsabile dell’invio e il meccanismo che ha consentito a una lista studentesca di raggiungere le caselle istituzionali dell’intera comunità universitaria.

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