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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Sanchez rilancia sulla casa: 10 miliardi e voto decisivo in arrivo

Il governo spagnolo vara due decreti sull’emergenza abitativa con prestiti senza interessi per la prima casa, ma dovrà cercare una maggioranza anche fuori dal Congresso

Pedro Sanchez prova a trasformare l’emergenza abitativa nel tema centrale della campagna elettorale. A pochi giorni dal voto anticipato convocato per il 29 novembre, il primo ministro spagnolo ha presentato due decreti legge con 21 interventi, tra cui una linea di finanziamento da 10 miliardi di euro destinata a chi compra la prima casa.

La proposta arriva dopo la bocciatura, avvenuta la scorsa settimana, di due precedenti provvedimenti sull’edilizia abitativa. Il nuovo pacchetto è stato approvato dal Consiglio dei ministri, ma dovrà comunque superare un passaggio parlamentare entro trenta giorni.


La casa diventa la carta elettorale

Nel corso della conferenza stampa alla Moncloa, Sanchez ha indicato nei prestiti senza interessi fino a 50mila euro una delle novità più rilevanti. Il piano comprende anche agevolazioni fiscali, incentivi per i piccoli proprietari e strumenti per rendere più semplice l’accesso agli affitti a prezzi sostenibili e alla proprietà immobiliare.

Il capo del governo ha difeso le misure definendole «interventi di buon senso» capaci, a suo avviso, di aumentare l’offerta, garantire maggiore stabilità a proprietari e inquilini e tutelare le persone più fragili. Sanchez ha inoltre sostenuto che il provvedimento intende contrastare i fondi speculativi e riportare ordine in un mercato alterato dalla speculazione.


Il precedente voto ha aperto la crisi

I due decreti appena varati conservano, secondo il primo ministro, l’impostazione essenziale dei testi respinti venerdì. La bocciatura era arrivata con i voti del Partito Popolare, di Vox e di Junts, forza catalana di destra, e aveva spinto Sanchez a convocare elezioni anticipate.

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Il primo ministro ha respinto l’idea che il confronto sia riconducibile soltanto a una contrapposizione ideologica. A suo giudizio, l’abitazione è una questione umanitaria e il Parlamento non può ignorare una delle principali preoccupazioni dei cittadini. Sanchez ha quindi legato la risposta alla crisi immobiliare alla scelta degli elettori del nuovo Parlamento.


La sfida passa dalla Commissione permanente

Questa volta i decreti non torneranno davanti al Congresso. La convalida sarà affidata alla Deputazione permanente, l’organo parlamentare ristretto che resta operativo durante lo scioglimento delle Camere o nelle fasi di transizione elettorale.

Il governo dovrà perciò avviare una nuova trattativa per ottenere i voti necessari ed evitare una seconda bocciatura. Il termine per l’approvazione è fissato in trenta giorni, mentre Sanchez ha assicurato che l’esecutivo continuerà a lavorare fino alle elezioni e a proporre soluzioni per i problemi quotidiani.

Tra gli impegni indicati dal primo ministro c’è anche l’obiettivo di impedire altri sfratti come quello di Maricarmen. Sanchez ha ribadito che il governo «non abbandona i cittadini» e che continuerà a intervenire sul fronte abitativo nonostante il passaggio alla fase elettorale.

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