San Francisco decide sulla tassa fondiaria per sostenere il Muni
La Proposition H propone un prelievo fisso per 15 anni mentre il trasporto pubblico perde entrate dai biglietti
Gli elettori di San Francisco sono chiamati a decidere se introdurre una tassa sui terreni per sostenere il trasporto pubblico. La misura, denominata Proposition H, punta a garantire risorse al Muni dopo il calo degli incassi seguito alla pandemia.
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Il nodo dei biglietti non pagati
Il sistema cittadino comprende metropolitana leggera e autobus, con collegamenti tra tutti i quartieri. Le tariffe sono contenute e prevedono diverse agevolazioni: i ragazzi fino a 18 anni viaggiano gratuitamente, così come anziani e persone con disabilità entro determinate soglie di reddito. Gli utenti con più di 65 anni, residenti e non residenti, pagano invece metà prezzo.
Secondo i dati riportati nel dibattito locale, oltre il 50% dei passeggeri tenuti a pagare non acquista il biglietto. La SFMTA, l’agenzia che gestisce il Muni, ha quindi avviato a fine agosto la campagna “Tariffa obbligatoria”. Sui display degli autobus compare a intermittenza il messaggio dedicato al pagamento, spesso al posto del numero della linea e della destinazione, suscitando proteste tra i viaggiatori.
La campagna ha previsto anche l’inserimento di 17 nuovi ispettori. Chi viene trovato senza prova di pagamento rischia una sanzione di 134 dollari, anche se i controlli descritti dagli utenti appaiono spesso poco severi: alcuni scendono alla prima fermata, mentre altri convalidano rapidamente la tessera appena vedono salire il personale incaricato.
La tassa sui terreni
La SFMTA ha ricevuto finanziamenti statali e federali, ma la riduzione dei passeggeri durante e dopo l’emergenza sanitaria ha aggravato i conti. Senza nuove risorse, l’agenzia prospetta una riduzione delle corse e delle linee.
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La Proposition H aggiungerebbe per 15 anni un’imposta fissa calcolata sull’estensione del lotto edificato. Il prelievo sarebbe distinto dall’attuale tassa sulla proprietà, che dipende dal valore dell’abitazione, e non terrebbe conto del prezzo dell’immobile: un terreno dello stesso formato sarebbe trattato allo stesso modo sia in una zona di ville milionarie sia in un quartiere di abitazioni più modeste.
Per le residenze private, l’importo previsto non sarebbe elevato. Tuttavia, il tema è particolarmente sensibile in una città dove affitti e mutui assorbono già una parte consistente del bilancio familiare, anche per effetto dell’aumento dei prezzi legato alla crescita delle aziende di intelligenza artificiale.
Il confronto politico
Il sindaco democratico Daniel Lurie sostiene la misura negli spot televisivi e la presenta come uno strumento per evitare il ridimensionamento del Muni. I contrari ritengono invece che l’agenzia debba prima intervenire sulla propria organizzazione e recuperare le somme non versate dagli utenti.
La consultazione ha alimentato discussioni tra i residenti, soprattutto nell’area moderata dell’elettorato democratico. Il confronto sulla Proposition H si è così intrecciato con quello più ampio sulle difficoltà del Partito Democratico nel mantenere il consenso del ceto medio, già chiamato a sostenere costi abitativi molto elevati.
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