È morto William Nordhaus, padre della tassa sul carbonio
Il Nobel per l’economia del 2018 aveva collegato crescita, emissioni e costi del riscaldamento globale
William Dawbney Nordhaus è morto venerdì 30 ottobre a New Haven, in Connecticut, all’età di 85 anni. L’economista statunitense era malato da tempo di glioblastoma, una forma aggressiva di tumore cerebrale.
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L’annuncio della Yale University
La notizia è stata comunicata dalla Yale University, dove Nordhaus era professore emerito di economia. La scomparsa è stata riportata anche dal New York Times. Il docente aveva costruito gran parte della sua carriera studiando il rapporto tra attività economiche, aumento delle temperature ed emissioni.
Nel 2018 Nordhaus aveva ricevuto il Premio Nobel per l’economia insieme a Paul Romer. Il riconoscimento premiava l’inserimento del cambiamento climatico nell’analisi macroeconomica di lungo periodo, dopo oltre quarant’anni di ricerca.
Il modello per misurare i danni
Il suo lavoro più noto è il modello DICE, uno strumento che mette in relazione sviluppo economico, anidride carbonica e trasformazioni del clima. Il sistema consente di stimare sia i danni prodotti dal riscaldamento del pianeta sia le risorse necessarie per limitarne gli effetti.
Tra gli elementi considerati figurano le perdite nel settore agricolo e l’innalzamento del livello dei mari. Il modello permette inoltre di confrontare le diverse strategie per ridurre le emissioni, valutando il costo degli interventi rispetto alle conseguenze economiche dell’inazione.
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La proposta sul prezzo delle emissioni
Da queste analisi Nordhaus aveva ricavato la proposta di attribuire un prezzo alla CO2 attraverso una tassa sulle emissioni. L’obiettivo era trasferire nei prezzi di mercato anche il danno ambientale prodotto dalle attività industriali, correggendo così una distorsione economica.
Nel discorso pronunciato dopo l’assegnazione del Nobel, aveva spiegato: «Il contributo fondamentale dell’economia è riconoscere che il cambiamento climatico è un effetto collaterale dannoso e involontario della crescita economica». A suo giudizio, far pagare l’inquinamento rappresentava la soluzione più efficace per orientare le scelte produttive.
Le sue teorie hanno alimentato il confronto internazionale sulla fiscalità ambientale e sui sistemi di scambio delle quote di emissione. Nordhaus ha sostenuto che le politiche contro il riscaldamento globale dovessero essere valutate insieme alle decisioni economiche, industriali e finanziarie.
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