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Attualità 3 min di lettura4 ore fa

New York, primo morto di morbillo dopo trent’anni

La vittima è un bambino della contea di Lewis, dove i contagi sono aumentati durante l’epidemia statunitense

Un bambino è morto di morbillo nella contea di Lewis, nello Stato di New York. È il primo decesso legato alla malattia registrato nello Stato da circa 30 anni.

La governatrice Kathy Hochul ha espresso vicinanza alla famiglia e ha collegato la morte al calo delle vaccinazioni negli Stati Uniti. «Come madre e come nonna, non riesco a immaginare cosa stia passando questa famiglia», ha dichiarato.

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I contagi negli Stati Uniti

Secondo gli ultimi dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, aggiornati al 22 ottobre, nel 2026 sono stati confermati 4.588 casi di morbillo. Il dato supera già il doppio delle 2.289 infezioni registrate nell’intero 2025.

Il 96% dei casi dell’anno è stato associato a focolai. Nel 2026 ne sono stati individuati 43 nuovi, oltre a quelli ancora attivi dall’anno precedente. Dei contagi complessivi, 4.570 sono stati segnalati in 46 Stati e nel Distretto di Columbia, mentre 18 hanno riguardato visitatori internazionali.

I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno inserito tre decessi nelle statistiche ufficiali del 2026. La Pennsylvania, tra gli Stati più colpiti, ne ha però comunicati cinque su 1.398 casi rilevati in 44 contee fino al 26 ottobre; 265 persone sono state ricoverate.


La situazione a New York

Nello Stato di New York i casi diagnosticati sono oltre 160. La contea di Lewis, dove viveva il bambino, si trova a circa 150 chilometri a nord di Syracuse e ha registrato una diffusione del virus nell’ultimo mese.

All’inizio di ottobre Hochul aveva proclamato lo stato di emergenza, anche per la presenza di contagi negli Stati confinanti e nelle aree rurali. Il provvedimento ha esteso a paramedici, ostetriche e altri operatori sanitari la possibilità di somministrare il vaccino contro il morbillo, oltre a consentire agli infermieri di affiancare i medici nella prescrizione dei test.

La governatrice ha accusato l’amministrazione Trump di avere indebolito le campagne vaccinali. «È un promemoria devastante di ciò che è in gioco quando Washington erode deliberatamente decenni di progressi nella protezione degli americani dalle malattie prevenibili», ha affermato riferendosi al primo decesso dello Stato in tre decenni.

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Il rischio per le Americhe

Negli Stati Uniti la copertura vaccinale contro morbillo, parotite e rosolia tra i bambini della scuola materna è scesa dal 95,2% dell’anno scolastico 2019-2020 al 92,4% del 2025-2026. Secondo i dati disponibili, circa 280mila bambini non risultano protetti.

Per impedire la circolazione del virus serve una copertura uniforme di almeno il 95%. Gli esperti temono che l’aumento dei casi possa mettere in discussione lo status degli Stati Uniti come Paese in cui la trasmissione endemica del morbillo è stata eliminata.

Tra il 10 e il 13 novembre la Commissione regionale di monitoraggio e riverifica per l’eliminazione del morbillo e della rosolia dell’Organizzazione panamericana della sanità esaminerà la situazione nella regione. Nel 2025 l’organismo aveva stabilito il ritorno della trasmissione endemica in Canada, facendo perdere alle Americhe la qualifica di regione libera dal morbillo. Il Canada è attualmente l’unico Paese dell’area classificato come endemico.


I casi in Pennsylvania

In Pennsylvania il principale focolaio si trova nella contea di Lancaster, dove sono stati registrati 487 casi. La zona ospita una numerosa comunità Amish, caratterizzata da una copertura vaccinale inferiore rispetto alla media della popolazione.

Il Dipartimento della Salute statale ha diffuso un’allerta rivolta ai medici per i rischi durante la gravidanza e per i neonati. In Pennsylvania sarebbero state segnalate 66 donne contagiate durante la gestazione e almeno sei bambini nati con il morbillo.

Tra i cinque decessi comunicati dallo Stato figurano almeno due neonati. Non è stato però chiarito se le loro infezioni fossero congenite. Hochul ha intanto ribadito: «Nessuno dovrebbe ammalarsi gravemente o morire a causa di una malattia prevenibile con un vaccino».

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