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Attualità 1 min di lettura33 min fa

Sacharov 2026, la scelta che premia la Corte dell’Aia

Il riconoscimento del Parlamento europeo va ai giudici della Corte penale internazionale, indicata come presidio contro guerre e abusi sui diritti fondamentali

A decidere l’assegnazione del premio Sacharov 2026 è stato un voto segnato dalla contrapposizione tra i gruppi politici europei. La Corte penale internazionale ha ottenuto il maggior numero di consensi e si è aggiudicata il riconoscimento dedicato alla libertà di pensiero, in una fase in cui l’istituzione dell’Aia è sottoposta a sanzioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

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Il voto premia la candidatura dell’Aia

La scelta è emersa durante la riunione della Conferenza dei Presidenti, svoltasi questa mattina a Strasburgo. La candidatura della Corte era stata avanzata dal gruppo dei Socialisti al Parlamento europeo, che l’aveva presentata come un simbolo di opposizione alle guerre e alle violazioni dei diritti umani.

In gara c’erano anche Tundu Lissu, avvocato e attivista tanzaniano sostenuto da Partito popolare europeo e Conservatori e Riformisti, oltre alle attiviste iraniane Taraneh e Romina Rahimi, indicate dal gruppo dei Patrioti. Nessuna delle due candidature alternative ha prevalso.

Secondo le ricostruzioni di esponenti parlamentari presenti all’incontro, la maggior parte dei gruppi avrebbe votato il proprio nome di riferimento. I Patrioti, invece, avrebbero respinto tutte le proposte; non essendo riuscito a imporsi il candidato sostenuto dal Ppe, la Corte avrebbe raccolto il numero più alto di preferenze grazie anche all’appoggio di Liberali e Verdi.

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L’applauso dopo l’annuncio

La proclamazione è stata affidata alla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, accolta nell’emiciclo da un lungo applauso e dall’ovazione dei Socialisti. Nel suo intervento, Metsola ha sottolineato: «Riconosciamo il lavoro importante svolto dalla Corte penale internazionale».

Il premio arriva mentre l’organo giudiziario con sede a L’Aia deve fare i conti con le misure punitive adottate dall’amministrazione statunitense. Il riconoscimento europeo ne valorizza quindi il ruolo istituzionale nel contrasto ai conflitti e nella tutela dei diritti fondamentali, secondo la motivazione alla base della candidatura socialista.

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