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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Sabrina muore dopo tre accessi, indagine a Roma

La 38enne è deceduta il 25 ottobre dopo il trasferimento al San Camillo e una grave infezione sospetta

Sabrina, 38 anni, è deceduta il 25 ottobre dopo tre accessi in ospedale per una presunta puntura d’insetto. La Procura di Roma ha avviato un’indagine e disposto l’autopsia per chiarire le cause della morte.

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L’ultimo trasferimento in ospedale

Il peggioramento è diventato drammatico il 21 ottobre, quando la donna è stata riportata al Grassi di Ostia intorno alle 5.30. Non riusciva quasi più a parlare; in reparto aveva le gambe fredde e immobili e necessitava di ossigeno.

Nella tarda mattinata, ai familiari sarebbe stato comunicato che gli esami mostravano valori fortemente alterati. I medici avrebbero ipotizzato un’infezione nel sangue, procedendo con l’intubazione e chiedendo il trasferimento urgente allo Spallanzani. In seguito Sabrina è stata portata al San Camillo, dove presentava una parte di un polmone in necrosi e compromissioni a cuore, fegato e reni.

I familiari hanno riferito: «Da quando l’hanno intubata fino all’arrivo dell’ambulanza sono passate dalle quattro alle cinque ore». L’ospedale ha descritto le sue condizioni come gravissime. La morte è avvenuta quattro giorni dopo, il 25 ottobre.


Le visite e le terapie prescritte

Il primo accesso risale al 26 settembre, quando Sabrina si è presentata al Grassi di Ostia. La diagnosi parlava di una puntura d’insetto accompagnata da un’infiammazione; per questo le era stato prescritto Augmentin, ma il trattamento non avrebbe prodotto miglioramenti.

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All’inizio di ottobre la donna si è rivolta al Celio. Qui un chirurgo l’avrebbe visitata a giorni alterni, senza sottoporla ad accertamenti diagnostici o a ulteriori cure, mentre i disturbi continuavano ad aumentare. Sabrina accusava dolori nella zona lombare e alle articolazioni, oltre a bruciore all’addome e alla schiena.


Il fascicolo della Procura

Il 18 ottobre Sabrina è tornata al Grassi utilizzando le stampelle. Il giorno seguente è stata dimessa con una diagnosi di dolore lombare e l’indicazione a eseguire una risonanza magnetica alla colonna, esame che non risulta poi effettuato.

La pm Eleonora Fini ha affidato al medico legale l’esame autoptico. Tra le ipotesi considerate figurano il morso di un ragno violino e una reazione allergica, in assenza, secondo quanto emerso finora, di una terapia ritenuta adeguata. L’autopsia dovrà contribuire a stabilire l’origine del rapido deterioramento e le eventuali responsabilità.

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