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Attualità 1 min di lettura15 ott

Ryanair, 13 aeroporti fuori dalla rete: cosa cambia tra 2026 e 2027

La compagnia trasferisce i voli dagli scali più costosi verso aeroporti con condizioni economiche migliori, nonostante l’aumento dei passeggeri.

La crescita dei passeggeri non fermerà la riorganizzazione di Ryanair. Tra l’inizio del 2026 e la primavera del 2027, la compagnia ha programmato l’uscita definitiva da 13 aeroporti, riducendo la presenza in diversi scali periferici europei.

La scelta non sarebbe legata a difficoltà finanziarie. L’obiettivo dichiarato è spostare gli aerei sulle strutture che applicano tariffe aeroportuali e imposte statali più convenienti.

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La crescita non cambia la strategia

Il ridimensionamento arriva mentre il traffico della compagnia continua ad aumentare. I passeggeri sono cresciuti del 4% e nel settembre 2026 è stato raggiunto un massimo mensile superiore a 20,1 milioni di viaggiatori.

Anche l’attività quotidiana resta molto ampia: Ryanair opera in media 3.272 voli al giorno. Proprio l’ampiezza della rete consente al vettore di rivedere la distribuzione della capacità senza rinunciare al progetto di espansione complessiva.

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Tredici scali verso l’addio

Gli aeroporti destinati a essere abbandonati si trovano in otto Paesi: Spagna, Francia, Portogallo, Giordania, Turchia, Grecia, Serbia e Germania. Il calendario degli addii è compreso tra i primi mesi del 2026 e la primavera del 2027.

La decisione interessa quindi soprattutto collegamenti operati da aeroporti periferici, dove il peso dei costi può ridurre la convenienza delle rotte. La capacità liberata verrà indirizzata verso scali ritenuti più competitivi dal punto di vista economico, mentre il testo disponibile non specifica i nomi dei 13 aeroporti coinvolti.

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