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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Russia, una consigliera di Putin vuole togliere la pizza

Elena Yampolskaya propone di consentirla ai bambini soltanto con il via libera delle famiglie

In Russia è stata chiesta l’esclusione della pizza dai menu delle mense scolastiche.

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L’accusa contro la pizza

Vitaly Borodin, direttore della Fondazione contro la corruzione e per la sicurezza nazionale e attivista vicino al Cremlino, ha criticato la presenza del piatto italiano nelle scuole.

In un messaggio pubblicato su Telegram ha definito la pizza «un mezzo di influenza culturale dentro una scatola di cartone». Borodin ha contrapposto il prodotto italiano ai dolci tradizionali preparati dalle nonne russe e ha ricordato che l’Italia figura tra i Paesi considerati ostili da Mosca e sostiene militarmente l’Ucraina.


La posizione di Yampolskaya

La proposta è stata rilanciata da Elena Yampolskaya, consigliera del presidente Vladimir Putin per le politiche culturali, linguistiche e scolastiche. Secondo la funzionaria, ai bambini dovrebbe essere servita soltanto alimentazione ritenuta salutare.

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Parlando con i giornalisti, Yampolskaya ha dichiarato: «La pizza non è assolutamente un alimento che dovrebbe essere presente negli istituti scolastici, perché non fa bene ai bambini». Ha aggiunto che il consumo potrebbe essere autorizzato dai genitori oppure legato a una festa, ma non dovrebbe rientrare nella normale offerta della mensa.


Il richiamo alla cucina russa

Yampolskaya ha sostenuto che la cucina nazionale offre numerose alternative e ha invitato le scuole a far conoscere ai più giovani le specialità del Paese. La consigliera ha espresso sorpresa per il fatto che la pizza venga proposta negli istituti scolastici.

La funzionaria è stata sanzionata dall’Unione europea e dal Regno Unito. La sua richiesta non coincide, al momento, con un divieto nazionale già approvato: si tratta di un appello rivolto alle mense scolastiche russe.

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