1.434notizie oggi
Attualità 1 min di lettura12 ott

Rozzano, una via per il padre di Antonacci: il ricordo che commuove

Dalla casa popolare di via Fiordalisi ai sogni coltivati da bambino: il cantautore ricorda il padre mentre la città gli dedica una strada.

Per Biagio Antonacci Rozzano non è soltanto il luogo in cui è cresciuto, ma l’inizio della sua storia familiare e artistica. La città ha scelto di ricordare suo padre dedicandogli una via, in riconoscimento dell’impegno dimostrato verso la comunità e soprattutto verso le persone più fragili.

L’omaggio ha spinto il cantautore a mettere per iscritto un ricordo personale. Nella lettera Antonacci ripercorre l’arrivo in città, il valore della prima casa della famiglia e gli anni dell’infanzia vissuti in un quartiere allora ancora distante da Milano.

Offerta del giorno13 ottobre

Douglas

-20% su ordini da 69€ da Douglas

Scade tra 5 giorni
*******


Una strada nel segno della solidarietà

La decisione è stata presa dall’amministrazione comunale di Rozzano, che ha voluto valorizzare l’attività svolta dal padre di Antonacci a favore degli abitanti. Il riconoscimento riguarda in particolare la sua disponibilità verso chi si trovava in condizioni di maggiore difficoltà.

L’intitolazione restituisce così alla famiglia un legame rimasto forte nel tempo. Proprio a Rozzano il cantautore era arrivato quando aveva tre anni, insieme alla madre e al padre, dopo il periodo trascorso nell’abitazione dei nonni a Milano.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


L’infanzia all’ottavo piano

Nella sua lettera, Antonacci si rivolge direttamente al padre con l’espressione «Ciao pà» e ricorda il trasferimento nella nuova abitazione. L’appartamento, assegnato dall’Istituto Case Popolari grazie alla determinazione della madre, si trovava all’ottavo piano di via Fiordalisi ed era la prima casa realmente appartenuta alla famiglia.

A Rozzano nacque anche il fratello Graziano. La cameretta condivisa dai due ragazzi, ha raccontato l’artista, divenne una «fabbrica di sogni», mentre la quotidianità del quartiere rimase impressa nei suoi ricordi attraverso immagini molto precise.

Antonacci conserva infatti nella memoria la strada stretta e spesso immersa nella nebbia che collegava Rozzano a Milano. All’epoca il capoluogo appariva lontano, ma proprio quel contesto ha rappresentato il punto di partenza della sua vita e del suo percorso creativo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere