Roma, debutta l’opera di D’Amico ispirata a Pirandello
La prima assoluta al Teatro Nazionale intreccia L’uomo dal fiore in bocca e La patente in un atto unico
La vita nuda di Matteo D’Amico è stata presentata in prima assoluta al Teatro Nazionale di Roma. L’opera, con testo di Sandro Cappelletto e Cecilia Ligorio, rilegge due novelle trasformate da Luigi Pirandello in atti unici.
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Due storie nella stessa stazione
Il lavoro riunisce L’uomo dal fiore in bocca e La patente dentro una stazione ferroviaria dell’Italia degli anni Sessanta. Il primo protagonista convive con la prossimità della morte e guarda la normalità quotidiana con lucidità dolorosa; Rosario Chiàrchiaro, invece, sceglie di sfruttare la fama di iettatore e chiede che il pregiudizio nei suoi confronti venga riconosciuto ufficialmente.
Le due vicende diventano così variazioni sul “sentimento del contrario” pirandelliano: situazioni che sembrano comiche finiscono per mostrare una sofferenza profonda. L’allestimento mette in dialogo la narrativa siciliana con il cinema del dopoguerra e il teatro da camera con la tradizione operistica italiana.
Le scene di Gregorio Zurla richiamano il neorealismo cinematografico, mentre i costumi di Vera Pierantoni Giua ricostruiscono con precisione il periodo. Fabio Barettin affida alle luci il compito di rendere visibile l’attesa. La regia di Ligorio procede senza gesti superflui e mantiene il racconto in un equilibrio tra asciuttezza e tensione teatrale.
La partitura e il cast
D’Amico ha scritto una musica contemporanea ma leggibile, strettamente legata alle parole. La direzione di Alessandro Cadario, alla guida dell’Orchestra del Teatro dell’Opera in formazione cameristica, accompagna l’azione con energia e attenzione alla scena. Blagoj Nacoski ha descritto il suo lavoro con queste parole: «La sua interpretazione è teatro, non soltanto musica».
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Andrea Concetti dà a Chiàrchiaro una statura insieme autorevole e sofferente. Omar Montanari affronta il ruolo dell’Uomo dal fiore in bocca con intensità, sostenendo il lungo congedo del personaggio dalla vita. Nacoski interpreta anche l’Avventore e il Giudice, con una presenza scenica misurata e un fraseggio accurato.
Maria Grazia Schiavo, nei panni di Rosinella e della Giovane innamorata, e Annunziata Vestri, come Barista e Moglie, condividono un duetto di particolare tensione. Marcello Nardis, Roberto Abbondanza e Federico Longhi, quest’ultimo nel ruolo del giudice D’Andrea, completano un gruppo di interpreti compatto.
Gli applausi dopo la prima
Il pubblico ha accolto lo spettacolo con applausi prolungati e partecipati. Nel finale è stata individuata anche una possibile eco della fuga conclusiva del Falstaff di Giuseppe Verdi, riproposta però in una forma priva di consolazione.
La partitura lascia inoltre affiorare richiami a Gershwin, Schönberg, Stravinskij e alla tradizione madrigalistica. La produzione ha suscitato l’auspicio di nuove repliche, anche per un pubblico scolastico chiamato a incontrare Pirandello fuori dalla sola lettura sui libri.
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