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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Riparazioni, cambia tutto dal 22 ottobre: un anno in più di garanzia

Il nuovo decreto rafforza la scelta di aggiustare smartphone ed elettrodomestici, con più chiarezza sui costi e nuovi obblighi per i produttori

Chi sceglierà di far aggiustare un bene difettoso invece di sostituirlo potrà contare su dodici mesi aggiuntivi di garanzia legale. È una delle principali conseguenze del decreto-legge che sarà operativo dal 22 ottobre e che recepisce la direttiva europea dedicata alla riparazione dei prodotti.

Il provvedimento interviene anche sulle informazioni da fornire ai clienti, sui tempi degli interventi e sui doveri dei fabbricanti. L’obiettivo è ridurre i casi in cui un apparecchio ancora utilizzabile viene rimpiazzato perché ripararlo appare troppo costoso, complicato o incerto.

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La garanzia si allunga se si ripara

Per i difetti coperti dalla garanzia legale, il consumatore continuerà a poter scegliere tra riparazione e sostituzione secondo le tutele previste dal Codice del consumo. Se opterà per il primo intervento, alla copertura ordinaria di due anni si aggiungerà un ulteriore anno.

L’estensione non equivale però a una garanzia senza limiti per qualunque prodotto. Le nuove regole riguardano i casi previsti dalla disciplina europea e non obbligano il fabbricante quando l’intervento è concretamente irrealizzabile. Restano inoltre valide le protezioni già riconosciute per i difetti di produzione, compresa la possibilità di chiedere l’aggiustamento o la sostituzione.


Preventivi più chiari prima dell’intervento

Prima di consegnare un apparecchio a un tecnico, il cliente potrà ricevere un documento europeo con gli elementi essenziali del servizio. Dovranno essere indicati il problema riscontrato, il lavoro suggerito, il prezzo o il metodo per determinarlo, l’eventuale soglia massima di spesa, i tempi previsti e la disponibilità di un bene sostitutivo durante l’attesa.

In alcuni casi, per capire quale sia il guasto e formulare una stima attendibile, il riparatore dovrà prima esaminare il prodotto. Questa diagnosi potrà essere a pagamento, ma il cliente dovrà conoscerne il costo in anticipo, prima che venga svolta.

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Quali obblighi avranno i produttori

Il dovere di intervenire non scatterà per ogni bene presente sul mercato. Sarà limitato alle categorie per le quali le norme europee fissano requisiti specifici di riparabilità, tra cui lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, aspirapolvere, smartphone, tablet e altri dispositivi individuati dalla normativa.

Quando l’obbligo sarà applicabile, il fabbricante dovrà assicurare l’intervento gratuitamente oppure a una tariffa ragionevole e in tempi contenuti. Potrà anche offrire un apparecchio sostitutivo per la durata dei lavori, senza costi o a condizioni sostenibili, e proporre un prodotto ricondizionato se il bene originale non può essere recuperato.


Più libertà per tecnici e consumatori

Le aziende dovranno rendere disponibili indicazioni sui prezzi orientativi degli interventi e fornire i componenti necessari a condizioni che non rendano sconveniente la riparazione. Per i prodotti soggetti all’obbligo, inoltre, non potranno ostacolare il lavoro dei centri indipendenti.

Un intervento precedente eseguito da un altro tecnico non potrà diventare, da solo, un motivo per respingere una nuova richiesta. Per i ricambi saranno ammessi componenti originali, compatibili o realizzati mediante stampa in 3D, ampliando così le alternative a disposizione del proprietario.

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