Rimpatri, la Grecia prepara un centro in Africa: il piano per il 2027
Atene lavora con altri quattro governi europei a una struttura africana, mentre propone nuove procedure per affrontare eventuali emergenze migratorie.
La Grecia sostiene che, in presenza di flussi migratori usati come strumento di pressione, la risposta dovrebbe essere immediata. Il ministro per la Migrazione Thanos Plevris ha affermato che in simili circostanze non si dovrebbe nemmeno esaminare la domanda d’asilo, ma disporre subito il ritorno nei Paesi d’origine.
Atene invoca misure straordinarie
Parlando della gestione delle crisi, Plevris ha sostenuto la necessità di superare le procedure ordinarie: «Nei momenti di crisi, bisogna adottare misure non convenzionali», ha dichiarato.
Il riferimento è anche agli episodi verificatisi di recente a Ceuta, enclave spagnola al confine con il Marocco. Secondo quanto riferito, in quell’occasione 72.000 migranti avrebbero oltrepassato la frontiera; il ministro greco vuole quindi portare al prossimo Consiglio europeo per gli Affari interni una proposta definita come «un meccanismo di misure eccezionali».
Il centro africano resta senza nome
Nel secondo semestre del 2027 la Grecia assumerà la presidenza di turno dell’Unione europea e intende sfruttare quel periodo per promuovere un centro dedicato ai rimpatri in Africa. L’annuncio è arrivato da Thanos Plevris durante un’intervista all’emittente televisiva Ant1.
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Il governo di Atene afferma di avere già individuato lo Stato destinato a ospitare la struttura, ma per ora mantiene il riserbo. Tra le ipotesi circolate figurano Uganda e Ruanda, senza però una conferma ufficiale sulla scelta finale.
Cinque governi discutono il progetto
All’iniziativa prendono parte, oltre alla Grecia, Danimarca, Austria, Germania e Paesi Bassi. L’obiettivo è definire un modello condiviso per organizzare le operazioni di rientro dei migranti al di fuori del territorio europeo.
Plevris ha inoltre anticipato una riunione con i rappresentanti degli altri quattro Paesi coinvolti e con il direttore dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni. L’incontro servirà a esaminare concretamente il funzionamento del centro e i passaggi necessari per far avanzare il piano.
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