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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Figc, il 6 ottobre il voto che può cambiare tutto: sette sì per il commissariamento

La Giunta del Coni esaminerà il caso Malagò dopo le dimissioni di Diana Bianchedi e il parere affidato a quattro giuristi.

Il futuro della Federazione italiana è legato a una soglia precisa: per imporre il commissariamento della Figc serviranno almeno sette voti. La decisione arriverà martedì 6 ottobre, all’indomani della partita tra Italia e Turchia, quando la Giunta del Coni sarà chiamata a esaminare la posizione di Giovanni Malagò.


Il voto può aprire una nuova fase

A convocare la riunione è stato Luciano Buonfiglio, presidente del Comitato olimpico. Sul tavolo c’è il dubbio relativo al tesseramento di Malagò: al momento della sua elezione alla guida della Figc, avvenuta lo scorso giugno, non avrebbe avuto uno dei requisiti previsti dalle norme, cioè l’iscrizione alla Federazione precedente alla nomina.

La questione potrebbe trasformarsi nel presupposto giuridico per chiedere il commissariamento della Federcalcio. La controversia rischia inoltre di sfociare in un lungo procedimento davanti alla giustizia amministrativa. Il passaggio segna anche il deterioramento dei rapporti tra Buonfiglio e Malagò: in passato erano vicini e proprio Malagò aveva sostenuto l’ascesa dell’attuale presidente del Coni dopo la conclusione del proprio mandato olimpico.


Quattro pareri per orientare la Giunta

Prima della votazione, il Coni ha richiesto una valutazione a quattro specialisti di diritto: Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti. A loro spetta chiarire se l’assenza del tesseramento possa essere considerata una violazione sufficientemente grave da giustificare l’intervento sulla Figc.

I loro pareri non sostituiranno la decisione della Giunta, ma avranno un peso rilevante nel determinare l’esito della riunione. I componenti con diritto di voto sono 16 e la soglia necessaria per il commissariamento è fissata a sette preferenze favorevoli.

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Le dimissioni hanno alzato la tensione

La convocazione è arrivata dopo l’uscita di scena di Diana Bianchedi, che il 30 settembre ha lasciato l’incarico di capo delegazione della Nazionale. L’ex schermitrice era stata una stretta collaboratrice di Malagò durante l’esperienza al Comitato olimpico e lui l’aveva voluta anche nel percorso in Figc.

Bianchedi ha rinunciato al ruolo dopo le critiche del ministro dello Sport Andrea Abodi. Al centro dello scontro c’era la sua contrarietà alla proposta, avanzata da Buonfiglio, di commissariare la FederPesi. Abodi le aveva contestato una presunta rottura del rapporto fiduciario con il presidente del Coni e l’azione a sostegno di Malagò. Commentando le dimissioni, il presidente della Figc ha affermato: «È una scelta che ovviamente non posso condividere».


Gli schieramenti alla vigilia

Secondo gli equilibri ricostruiti alla vigilia, Malagò potrebbe contare sul sostegno di Massimo Di Paola, Laura Lunetta e Federica Pellegrini. Tra i componenti indicati come favorevoli al commissariamento figurano invece Juri Morico, Marco Riva e Tania Cagnotto.

Con diversi voti ancora decisivi, il contributo dei quattro giuristi potrebbe diventare determinante per indirizzare la scelta. Il 6 ottobre la Giunta dovrà quindi stabilire se la questione del tesseramento sia sufficiente per aprire una gestione commissariale della Federazione.

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