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Attualità 1 min di lettura5 ore fa

Rimini, 33enne indagata per aborto praticato in casa

La donna è stata ricoverata in gravi condizioni; sotto esame anche il possibile coinvolgimento della madre.

Una donna di 33 anni è stata ricoverata a Rimini dopo una grave emorragia seguita all’interruzione della gravidanza avvenuta in casa. La Procura indaga sull’aborto, effettuato quando la gestazione sarebbe arrivata al quarto mese.

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Il ricovero dopo l’emorragia

La donna ha raggiunto durante la notte il pronto soccorso dell’ospedale riminese, accompagnata dai familiari. Ai sanitari avrebbe riferito di avere assunto autonomamente un farmaco abortivo comprato in Perù per interrompere la gravidanza.

Le sue condizioni sono apparse serie a causa della perdita di sangue. Un medico della struttura ha informato la Polizia di Stato, facendo partire gli accertamenti. La 33enne è ora iscritta nel registro degli indagati per l’ipotesi di aborto oltre i limiti stabiliti dalla normativa.


Gli accertamenti della Procura

Il fascicolo è stato aperto dalla Procura di Rimini e affidato al sostituto procuratore Davide Ercolani. Tra gli elementi da chiarire ci sono l’epoca esatta della gravidanza e le modalità con cui è stata interrotta.

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La legge 194 del 1978 permette l’interruzione volontaria della gravidanza entro i primi 90 giorni. Dopo questo termine, la procedura è ammessa soltanto quando ricorrono specifiche condizioni mediche previste dalla legge. Gli investigatori devono quindi verificare se la gestazione avesse effettivamente superato quella soglia e se la donna abbia agito senza assistenza.

Il magistrato ha disposto una perquisizione e il sequestro del feto per gli esami medico-legali. La Squadra Mobile, con il supporto della Polizia Scientifica, sta ricostruendo l’intera vicenda. Anche la madre della 33enne risulta indagata: nei suoi confronti si valuta una possibile partecipazione nell’ipotesi di reato.

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