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Attualità 3 min di lettura2 ott

Rifiuti, la sfida a Gualtieri parte da Roma: corteo il 3 ottobre

Manifestazione da piazza della Repubblica a piazza Barberini e assemblea nazionale alla Cgil: al centro costi, riciclo, autorizzazioni e futuro dell’impianto romano.

Il progetto del termovalorizzatore romano torna al centro dello scontro politico e ambientale. Il 3 ottobre associazioni e comitati scenderanno in strada per contestare l’impianto voluto dall’amministrazione capitolina, mentre nel pomeriggio è previsto un confronto nazionale tra le realtà contrarie all’incenerimento dei rifiuti.

Il corteo partirà alle 10 da piazza della Repubblica e raggiungerà piazza Barberini. Alle 14.30, nella sede della Cgil di via Barberini 12, si riuniranno gruppi provenienti da diverse regioni, impegnati in vertenze contro nuovi impianti o ampliamenti di strutture già esistenti.


Il nodo dei costi e del riciclo

Secondo i promotori, il progetto rischia di allontanare Roma dagli obiettivi dell’economia circolare e di produrre costi molto più elevati rispetto a quelli annunciati. Il riferimento è al sistema europeo di scambio delle emissioni, che dal 2030 dovrebbe imporre un esborso di 50 euro per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, come contributo alla decarbonizzazione.

Applicando questo onere, sostengono le associazioni, il costo dei rifiuti romani destinati all’impianto potrebbe arrivare a circa 240 euro per tonnellata. Una cifra distante dai 150 euro indicati in precedenza come obiettivo per ridurre la Tari. La contestazione riguarda anche i risultati della raccolta differenziata nella capitale, descritta come inferiore al 30%, a fronte di un traguardo minimo del 65%.

Per gli oppositori, la contraddizione è evidente: mentre si punta sull’incenerimento, la raccolta dei materiali recuperabili resta insufficiente e, in molte zone, caratterizzata da disservizi e scarsa qualità. Il progetto, inoltre, avrebbe una durata operativa almeno fino al 2064, con un impegno economico e ambientale destinato a prolungarsi per decenni.


Dubbi sull’area e sulle autorizzazioni

Nel sito individuato per la costruzione sono emersi reperti archeologici durante gli scavi. Le associazioni riferiscono inoltre del ritrovamento di discariche abusive contenenti amianto e altri materiali, elementi che hanno rafforzato le loro perplessità sulla scelta dell’area e sull’iter seguito per approvare la valutazione d’impatto ambientale.

Zero Waste Italy, Forum Ambientalista e Rete Tutela Roma Sud e Castelli Romani hanno presentato un esposto alla Procura. Nel documento vengono segnalate presunte irregolarità nel procedimento di approvazione della Via e vengono sollevati interrogativi sull’imparzialità del commissario. I promotori attendono ora le valutazioni della magistratura, senza anticiparne l’esito.

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La mobilitazione arriva anche nel quadro dei poteri straordinari assegnati al sindaco Roberto Gualtieri durante il Giubileo. L’incarico avrebbe dovuto contribuire a fronteggiare rapidamente l’emergenza rifiuti romana, ma, a quasi cinque anni di distanza, i manifestanti sostengono che la città non abbia ancora raggiunto una gestione efficace della differenziata.


Una rete nazionale contro gli impianti

All’incontro pomeridiano parteciperanno realtà impegnate in vertenze distribuite lungo la penisola. Sono attesi rappresentanti dalla Sicilia, dalle Marche, dalla Toscana — con un pullman dedicato alle proteste contro l’ossicombustore di Peccioli e l’ampliamento dell’inceneritore di Montale, nel Pistoiese — oltre che dall’Umbria, dove la contestazione riguarda i cementifici che utilizzano rifiuti come combustibile, e dalla Liguria.

L’impianto romano è stato inserito da Gaia, l’Alleanza globale contro gli inceneritori, tra i 20 inceneritori indicati come particolarmente problematici. Per i promotori della protesta rappresenterebbe una scelta opposta alla tutela delle materie prime e al recupero dei materiali, proprio mentre la disponibilità delle risorse è considerata sempre più critica.

La polemica coinvolge anche le forze politiche. Le associazioni accusano centrodestra e centrosinistra di convergere sull’incenerimento, citando i casi di Sicilia e Liguria, e chiedono conto delle precedenti posizioni contrarie espresse da esponenti come Sandro Ruotolo e Annalisa Corrado. Nel mirino finiscono inoltre Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle, chiamati a chiarire la loro linea nel cosiddetto campo largo.

In vista delle elezioni comunali romane del prossimo autunno, Zero Waste Italy annuncia infine l’invio di un modulo ai candidati sindaco e, in seconda battuta, alle liste. L’obiettivo sarà rendere pubblica la posizione di ciascun candidato a favore o contro il termovalorizzatore.

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