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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Riad riapre i cieli, ma l’allarme resta: voli ridotti e minacce Houthi

Lo scalo King Khalid torna operativo dopo quattordici giorni di stop, mentre nuove esplosioni e un avvertimento riaccendono i timori sulla sicurezza della capitale saudita.

L’aeroporto internazionale King Khalid di Riad ha ricominciato a gestire i collegamenti dopo due settimane di sospensione imposta da una serie di attacchi mortali. La riapertura, però, è avvenuta in un clima ancora teso: nella stessa mattinata alcune esplosioni hanno raggiunto la capitale saudita e ai residenti è stato inviato un avviso relativo a una possibile minaccia ostile.

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Una ripartenza ancora molto limitata

Il programma pubblicato dal sito dello scalo comprendeva collegamenti interni e internazionali, con arrivi previsti da Dubai, Parigi e Il Cairo. Nonostante la ripresa formale delle attività, il traffico è rimasto lontano dai livelli ordinari.

Secondo i dati di Flightradar24, soltanto un numero contenuto di aerei ha lasciato l’aeroporto, mentre la maggior parte dei voli risultava cancellata. Le autorità saudite, contattate dall’agenzia Afp, non hanno precisato quanto fosse estesa la riattivazione dei servizi né fornito indicazioni aggiuntive sulle conseguenze delle esplosioni avvenute nelle prime ore del giorno.

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Gli Houthi rilanciano la minaccia

Lo scalo è stato colpito più volte dagli Houthi. Uno degli attacchi effettuati nel corso di questo mese ha provocato 13 morti e più di 300 feriti, diventando l’episodio con il bilancio più grave registrato nel Regno saudita da oltre dieci anni.

Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi, ha sostenuto che la struttura non abbia riacquistato condizioni di sicurezza. «Resta un luogo non sicuro e un obiettivo militare», ha dichiarato, mantenendo alta la pressione sulla riapertura dei collegamenti aerei e sulla sicurezza di Riad.

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