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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Renzi apre ai forzisti e fissa il bivio: primarie o divisione

Dalla Leopolda il leader di Italia Viva cerca sponde nell’area riformista di Forza Italia, avverte il centrosinistra e indica novembre come possibile data del voto.

La partita per il futuro del centrosinistra passa, secondo Matteo Renzi, dalla capacità di evitare una rottura interna. Il leader di Italia Viva, intervenuto alla Leopolda, ha indicato novembre come possibile mese delle elezioni e ha invitato le forze progressiste a trovare un’intesa su programma e leadership.

Renzi ha inoltre rivolto un messaggio agli esponenti più moderati di Forza Italia, mentre ha nuovamente attaccato Giorgia Meloni sul suo possibile futuro politico. Nel suo ragionamento, la costruzione di un’alternativa al governo dipende tanto dagli equilibri nella coalizione quanto dall’arrivo di nuovi consensi dal centro.


L’offerta ai riformisti azzurri

L’appello principale è stato indirizzato ai dirigenti e agli elettori di Forza Italia considerati più europeisti e riformisti. Renzi li ha invitati a rompere con il partito e a unirsi a Italia Viva, sostenendo che non sia possibile rimanere accanto a chi mette in discussione l’Europa.

«Le porte sono aperte e sono certo che qualche segnale arriverà a breve», ha affermato il leader di Italia Viva nel suo intervento conclusivo a Firenze. La sollecitazione non riguarda soltanto il voto dei moderati, ma punta anche a intercettare eventuali parlamentari e rappresentanti centristi disposti a cambiare schieramento.


Primarie, la condizione di Italia Viva

Nel confronto sulla coalizione progressista, Renzi ha preso posizione anche sul metodo per scegliere il candidato alla guida. Italia Viva, ha spiegato, è pronta a offrire garanzie ma pretende che la stessa disponibilità valga per tutti i partner dell’alleanza.

La proposta prevede di individuare prima un nome e di sottoporlo successivamente alla consultazione degli elettori della coalizione. Renzi ha chiarito che, una volta accettato il meccanismo delle primarie, il percorso dovrebbe essere rispettato fino alla sua conclusione, senza limitarlo a un passaggio puramente formale.

La questione divide già il centrosinistra. Elly Schlein rivendica il ruolo del Partito democratico, prima forza dell’opposizione, e sostiene che a guidare debba essere il partito capace di ottenere più voti, senza che questo equivalga a imporre un’egemonia. La segretaria dem ha comunque lasciato aperta l’ipotesi delle primarie e ha sostenuto che il Pd sarebbe pronto a vincerle.

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Giuseppe Conte, invece, spinge perché la consultazione diventi il momento decisivo per scegliere il candidato premier. Il presidente del Movimento 5 Stelle ha anche escluso l’adesione a un’intesa eccessivamente diluita da compromessi.


Il voto e l’attacco a Meloni

Renzi ritiene che le elezioni politiche possano tenersi a novembre. La sua previsione nasce dalla convinzione che il timore di una sconfitta possa spingere il centrodestra a valutare il voto anticipato, soprattutto se l’opposizione resterà divisa.

«L’unica salvezza del centrodestra è che il centrosinistra si divida e noi dobbiamo evitarlo», ha dichiarato alla Leopolda. Per questo, nella sua lettura, il confronto su regole e candidatura non può trasformarsi in una frattura permanente.

Il leader di Italia Viva ha poi riportato il discorso su Giorgia Meloni e sul destino del suo esecutivo. «Meloni è a un bivio: o lei va al Quirinale o lei va a casa», ha detto, spiegando di voler lavorare perché prevalga la seconda possibilità.

Il riferimento è alla futura competizione elettorale e all’eventualità che Meloni possa lasciare Palazzo Chigi per puntare alla Presidenza della Repubblica. Renzi aveva già sostenuto che le divisioni tra le forze progressiste finirebbero per favorire l’attuale presidente del Consiglio.

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