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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Ferrari, il podio non basta: a Sepang la vittoria sfuma al muretto

Hamilton e Leclerc salvano il risultato in Malesia, ma le scelte sulle gomme impediscono alla SF-26 di trasformare il passo gara in un successo

Il terzo posto di Lewis Hamilton e il quarto di Charles Leclerc consentono alla Ferrari di allungare sulla McLaren nel Mondiale Costruttori: 406 punti contro 315. Il risultato, però, non cancella la sensazione di un’occasione persa a Sepang, dove la squadra di Andrea Stella e Zak Brown ha pagato a sua volta una scelta iniziale sbagliata e una gomma dura mai entrata davvero in temperatura.

Maranello, dunque, non può limitarsi a celebrare il ritorno sul podio dopo l’ultimo piazzamento tra i primi tre ottenuto a luglio a Spa. La SF-26 aveva mostrato un potenziale sufficiente per puntare più in alto, ma a Singapore, nel prossimo fine settimana, servirà accompagnare la velocità con decisioni più incisive.


Le gomme hanno cambiato la gara

La gestione degli pneumatici ha rappresentato uno dei nodi principali della domenica. Le mescole medie non hanno garantito il rendimento atteso, mentre le morbide già utilizzate hanno permesso a Hamilton di ritrovare competitività soltanto dopo l’ingresso della macchina di sicurezza, provocato dall’uscita di pista di Alexander Albon.

La soluzione più efficace, in casa Ferrari, è emersa quindi troppo tardi e anche grazie alla neutralizzazione. Il comportamento della vettura è rimasto incostante: temperatura dell’asfalto, carico di carburante e capacità delle gomme di raggiungere la finestra corretta hanno modificato sensibilmente il rendimento della SF-26 nelle diverse fasi della corsa.


Hamilton vede sfumare un’occasione

Il pilota inglese era scattato dalla prima fila, ma la decisione di montare pneumatici da asciutto su una pista ancora bagnata lo ha fatto precipitare al 15° posto. Leclerc è finito addirittura in 21ª posizione dopo aver scelto di rientrare ai box per cambiare le gomme, mentre Hamilton ha preferito mantenere quelle già montate e ha costruito una rimonta fino al podio.

Con il gruppo ricompattato dalla macchina di sicurezza, il ferrarista ha potuto tornare alle morbide usate, abbandonando le medie che avevano rallentato la vettura nella parte centrale. Da lì è arrivato anche il sorpasso su Isack Hadjar. «Senza quell’errore nella scelta degli pneumatici avremmo potuto lottare con Max», ha spiegato Hamilton, ricordando che all’inizio si aspettava una decisione simile anche da parte di Verstappen.


Le scelte pesano più del piazzamento

Il terzo posto avrebbe potuto assumere un valore ancora maggiore se Hamilton si fosse trovato nella posizione occupata da Andrea Kimi Antonelli al momento dell’ingresso della macchina di sicurezza. Avrebbe avuto più libertà per tentare un attacco a sorpresa a Max Verstappen, anche se il ritmo dell’olandese è apparso superiore a quello di tutti gli avversari e non è certo che il risultato finale sarebbe cambiato.

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Leclerc ha invece ridimensionato le aspettative legate al risultato, sostenendo che, in condizioni normali, la Ferrari difficilmente avrebbe potuto fare meglio del terzo e del quarto posto. Il monegasco ha comunque riconosciuto il limite principale emerso in Malesia: «Abbiamo scelto male e ci sono squadre che, in situazioni simili, prendono decisioni più efficaci di noi. La Red Bull è l’esempio più evidente e dobbiamo migliorare».


Un difetto già visto in stagione

Il problema non riguarda soltanto la prestazione pura, ma la capacità di convertire il potenziale in punti pesanti. In Australia la Ferrari non aveva effettuato una sosta all’inizio della gara, mentre in Ungheria aveva richiamato entrambi i piloti ai box a 15 giri dalla conclusione, con un cambio gomme rivelatosi controproducente e costato a Hamilton il podio, anche a causa della successiva penalità di cinque secondi.

Non sono mancati, d’altra parte, fine settimana in cui il muretto ha letto correttamente le situazioni: è accaduto in Spagna, a Silverstone e a Spa. Per puntare al titolo, tuttavia, la squadra dovrà ridurre queste oscillazioni e avvicinarsi a un livello di precisione molto più costante.


La preparazione resta il punto critico

Fred Vasseur definisce spesso “preparazione” l’insieme degli elementi che devono rendere competitivo un fine settimana. A Sepang, però, il termine rischia di restare soltanto una formula se non produce una reazione concreta quando il meteo, la pista o il comportamento delle gomme cambiano rapidamente.

La Ferrari ha dimostrato di avere una monoposto capace di stare vicino ai migliori, ma Red Bull e Mercedes sono sembrate più pronte nel prendere decisioni durante la gara. Il podio certifica un recupero importante dopo una partenza disastrosa; il distacco dalla vittoria mostra invece quanto lavoro resti da fare al muretto.

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