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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Regno Unito, rette universitarie ridotte per gli studenti UE

Londra valuta il taglio delle tasse in cambio dell’accesso al programma industriale europeo «Made in Europe»

Il Regno Unito valuta una riduzione delle tasse universitarie per gli studenti dell’Unione europea. La proposta potrebbe arrivare al vertice con Bruxelles del 20 novembre.

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Il costo per le università

Secondo diverse fonti, il governo britannico sarebbe pronto a stanziare fino a 450 milioni di sterline ogni anno per compensare gli atenei. Gli istituti, già alle prese con difficoltà finanziarie, perderebbero infatti una parte degli introiti garantiti dalle rette degli studenti stranieri.

La misura risponderebbe a una richiesta avanzata da tempo dall’Unione europea. In cambio, Londra punta a ottenere la partecipazione al programma «Made in Europe», pensato per proteggere l’industria europea dalla concorrenza internazionale.


Le rette dopo Brexit

Prima dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, gli studenti italiani e gli altri cittadini dei Paesi membri pagavano una quota annuale di 9mila sterline, uguale a quella prevista per gli studenti britannici.

Dopo Brexit, gli universitari europei sono stati riclassificati come studenti stranieri. Le tasse sono così salite a cifre comprese tra 27mila e 60mila sterline l’anno, in base al corso scelto, con aumenti superiori al triplo rispetto al periodo precedente.

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Il vertice del 20 novembre

Il possibile intervento sulle rette è inserito nelle trattative che precedono l’incontro tra il governo britannico e l’Unione europea. Londra non ha però confermato ufficialmente le indiscrezioni sulle concessioni discusse con Bruxelles.

Un portavoce dell’esecutivo ha spiegato: «Stiamo costruendo un rapporto ambizioso e stretto con la Ue che rafforzerà la nostra economia, proteggerà la nostra industria e creerà maggiori opportunità per i nostri giovani».

Andy Burnham, indicato nel testo come nuovo premier, ha criticato apertamente Brexit, sostenendo che abbia prodotto più danni che vantaggi. Il capo del governo ha inoltre espresso l’intenzione di avvicinare gradualmente il Regno Unito all’Unione europea, senza escludere in prospettiva un eventuale ritorno del Paese tra gli Stati membri.

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