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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Milano, contestato Vannacci: difende la cena del 28 ottobre

Durante il tour nel centro città, l’ex generale ha parlato anche di sicurezza e del 25 aprile

Roberto Vannacci è stato contestato a Milano durante una visita nel centro della città, dove ha incontrato anche il candidato sindaco Carmelo Burgio.

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Sicurezza dopo i disordini

Il tour era stato organizzato per esprimere vicinanza ai commercianti dopo gli episodi di violenza del 17 e 18 ottobre. Nel corso della passeggiata, l’ex generale ha rilanciato le proposte di Futuro Nazionale contro la criminalità e ha ricordato il sostegno all’impiego dell’esercito nelle strade milanesi.

Parlando delle responsabilità istituzionali, Vannacci ha sostenuto: «Una convivenza civile non è possibile senza che la sicurezza sia garantita dallo Stato. I criminali devono pagare per le azioni delinquenziali che commettono, non il Comune».


La protesta in piazza Duomo

Nei pressi di piazza Duomo, una ragazza ha rivolto dure critiche al politico sulle sue posizioni riguardo alle donne e all’aborto. «Nel 2026 le sue posizioni sulle donne e sull’aborto sono vergognose. Dovrebbe ringraziare di essere nato da sua madre. Le sue idee sono abominevoli ed è inaccettabile che gli venga dato spazio», ha detto durante la contestazione.

La protesta si è svolta mentre Vannacci attraversava il centro accompagnato da Burgio. Il confronto è rimasto legato soprattutto alle sue dichiarazioni su temi sociali e ai giudizi espressi dalla manifestante.

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Il 28 ottobre e il 25 aprile

Nel corso della giornata Vannacci ha inoltre distinto il giudizio sulla marcia su Roma da quello sulla Festa della Liberazione. A suo avviso, il 28 ottobre 1922 appartiene alla storia e può essere ricordato anche con una conferenza o una cena: «Non vedo quale sia il problema».

L’ex generale ha aggiunto di non vedere contraddizioni tra la partecipazione a iniziative dedicate alla ricorrenza e la presenza, in alcuni casi, di simboli fascisti, purché non si punti alla ricostituzione del partito fascista. Ha definito invece il 25 aprile una celebrazione divisiva, ricordando di avervi preso parte in passato in uniforme per rendere omaggio ai caduti e alla Repubblica.

Vannacci ha spiegato che parteciperebbe alle celebrazioni della Liberazione soltanto se diventassero, secondo la sua posizione, una festa capace di conciliare invece di separare.

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